Autobiografia MAHATMA GANDHI: La storia dei miei esperimenti con la Verità

Verso la metà degli anni venti, durante un periodo di digiuno intensivo nel suo ashram ad Ahmedebad, Gandhi iniziò a scrivere la sua autobiografia o ‘‘la storia della sua anima’’ come egli amava dire, con l’intento di ritrarre le esperienze più intime e profonde che lo rendevano esteriormente quell’innovatore rivoluzionario nelle lotte contro la violenza, il razzismo e il colonialismo.

Aveva cinquantotto anni quando intraprese un lungo processo di scrittura, conclusosi nel febbraio 1929, che portò alla stesura del libro, scritto in gujarati e tradotto in inglese da Mahadev Desai, uno dei suoi più stretti collaboratori. La versione del libro fu pubblicata dapprima in due volumi, il primo nel 1927 e il secondo nel 1929. Una versione inglese seguì quasi immediatamente e, una decina di anni dopo, nel 1940, questa fu ripubblicata in un’edizione più economica. Da allora, la storia di Gandhi e dei suoi ‘‘esperimenti con la verità’’ divenne un classico internazionale, pubblicato in varie edizioni e salutato come uno dei cento migliori libri spirituali di ogni epoca.

Nel 1925, Mohandas Gandhi era ben noto in tutto il mondo come il leader del movimento anticoloniale indiano che aveva come obiettivo la fine dell’occupazione di quella nazione da parte degli inglesi. La storia raccontata da Gandhi nel libro ripercorre più che l’opera di applicazione politica del programma gandhiano di cambiamento sociale nonviolento (che Gandhi aveva già espresso compiutamente in due libri precedenti), quanto temi interiori e spirituali a lui cari, come la dieta, l’autodisciplina, l’astinenza sessuale, l’educazione dei figli e la cura della propria salute, concentrandosi poi in dettaglio sulle varie incidenze dei suoi primi anni di vita in India, i suoi studi di legge in Inghilterra e il suo lavoro come avvocato in Sud-Africa.

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