Sharechat: In India il futuro dell’Internet è regionale!

Sharechat

Nei lunghi giorni durante la pandemia, Internet è stata la nostra unica salvezza. Ci ha permesso di divertirci, studiare, lavorare e più di ogni altra cosa comunicare con il mondo esterno. Proprio in questo periodo, applicazioni come Instagram, Facebook e Tiktok hanno registrato un aumento del numero degli iscritti e anche se tutti si lamentano dello smart working, sono davvero pochi quelli che si oppongono ai social media. Secondo un recente sondaggio, la maggior parte degli adulti tra i 18-45 anni passa circa 5 ore al giorno navigando in Internet (senza considerare lo smart working e la didattica a distanza).

Di cosa parliamo?

In questo ultimo anno, l’India ha registrato un boom del settore tecnologico, soprattutto delle start-up. Oggi voglio parlarvi di Mohallatech, un sviluppatore di software e proprietario di Sharechat. Sharechat è un’applicazione social indiana che ha ormai più di 180 millioni di utenti al mese. L’azienda è stata fondata nel 2015 da 3 laureati di IIT: Kanpur Ankush Sachdeva, Farid Ahsan e Bhanu Pratap Singh. 

L’applicazione offre un servizio di messagistica privato e di tagging che permette ad un utente di condividere contenuti di diversa natura, tra cui video, barzellette, canzoni e immagini, con sconosciuti.

Perché è speciale?

Ciò che distingue Sharechat dagli altri social media presenti sul mercato e utilizzati oggi è la ricca offerta di lingue in cui il contenuto risulta accessibile. L’app di Mohallatech, infatti, presenta i diversi contenuti in ben 15 lingue regionali indiane. In pratica, l’utente può condividere con altre persone i video e le immagini che preferisce nella sua lingua madre. Un grande innovazione per il paese, dove sono veramente poche le applicazioni o portali il cui contenuto è accessibile nelle varie lingue regionali. Questa mancanza crea un grande vuoto nei social media, dove sempre più spesso gli utenti desiderano utilizzare la loro madrelingua. Un vuoto che Sharechat ha individuato e che sta colmando con astuzia ed intelligenza. L’iniziativa sta avendo molto successo, come dimostra il numero degli utenti sempre in crescita. Ora Sharechat è disponibile in Hindi, Marathi, Gujrati, Tamil, Telugu, Kannada, Braj, Haryanvi, Punjabi, Bengali, Odiya, Malayalam, Assamese, Bhojpuri e Rajasthani. Un’app in continua evoluzione, dove tutte le lingue vengono pian piano aggiunte in base alla richiesta degli utenti.

Come funziona?

Alcune screenshot del applicazione

L’applicazione è stato progettata per semplificare la condivisione dei contenuti tramite WhatsApp e funziona anche con le connessioni più povere. All’ inizio c’era solo la possibilità di scambiare messaggi testuali, ma ora qualsiasi tipo di contenuto può essere condiviso. L’applicazione permette di inviare e ricevere contenuti attraverso vari gruppi che condividono interessi specifici e consente solo l’uso delle lingue indiane (regionali). Questa sua caratteristica lo ha reso famoso, soprattutto tra coloro che non si sentivano a proprio agio con l’inglese o che desideravano realizzare, trasmettere e inviare video e messaggi nella loro lingua materna.

L’applicazione può essere giovare agli affari: elettricisti, estetisti, cuochi, locali e regionali possono promuovere le loro merci in tutta l’India, pubblicando i loro numeri di telefono direttamente nell’app. Oggigiorno possono addirittura prendere ordini offline con l’assistenza dell’applicazione senza la necessità di parlare altre lingue (l’India ha 28 lingue officiali). Non solo utile per gli affari, Sharechat può essere usata anche per scopi politici, come per esempio la campagna elettorale (fare sondaggi ecc.). L’app di Mohallatech ha dato il colpo di grazia ai servizi sms già in disuso, poichè informa e al tempo stesso diverte gli utenti.

L’azienda come guadagna?

Come tante applicazioni, anche Sharechat guadagna grazie alla pubblicità. L’uso giornaliero di milioni di utenti rende questa applicazione ideale per fare indagini sul mercato, studiare i trend e per captare il pensiero dalla gente che poi può essere diviso per età, genere, provenienza, diventando una vera fonte di reddito per l’azienda.

Saperne di più

Come ben sappiamo, la crisi ha avuto un effetto devastante sull’economia in tutto il mondo. Per tanti settori il futuro è scuro, grigio e sconosciuto con scenari post-pandemici che devono ancora essere programmati. 

Non c’è da meravigliarsi se il settore della tecnologia In india non ha ancora sentito la frustata della crisi dovuta al Covid-19, anche se all’inizio l’industria se lo aspettava. La pandemia ha invece incoraggiato la diffusione di Internet ed ha facilitato la disponibilità dei servizi essenziali durante i lockdown, contribuendo considerevolmente a aiutare la gente ad affrontare al meglio la situazione. In India ci sono circa 500 milioni di utenti attivi online e il mercato è in rapida crescita.

L’economia delle startup sta avanzando velocemente, considerata la facilità con la quale il settore può ottenere investimenti per lo sviluppo di nuove applicazioni. Finora undici aziende sono riuiscite ad ottenere lo status di ‘unicorno’ (in altri termini, hanno superato il valore di 1 miliardo di dollari) nel primo trimestre del 2021. Una di queste aziende è proprio la Mohallatech!

Tra i lavori che ho svolto sono stata responsabile dello sviluppo dell’interfaccia grafica per applicativi web presso l’Infinity Group di Mumbai (India), dove ho diretto una squadra di dodici grafici e ingegneri che hanno realizzato le prime piattaforme online per servizi bancari e business to business.

Ho anche collaborato con il Ministero dei Beni culturali per un progetto di archiviazione di dati in collaborazione con l’ufficio dell’allora vice-premier Rutelli e diversi enti e progetti online.

Sono stata consulente per l’Assessorato del Turismo, sviluppando il portale online “Io amo Cagliari” per il Comune di Cagliari. Ho inoltre realizzato un portale online per la Sardegna Film Commission della Regione Sardegna e collaborato con la società editrice E Polis SpA con sede a Cagliari. Ora sono CEL della lingua Hindi presso l’Università degli studi di Napoli “l’Orientale”. Sono cittadina Indiana, residente in Italia.