Sheikh Mujibur Rahman, “il Padre della patria”

Sheikh Mujibur Rahman
Fonte: The Daily Star

Mujibur Rahman, chiamato anche Sheikh Mujib, nasce il 17 marzo 1920, a Tungipara nell’odierno Bangladesh.

Mujib, figlio di un proprietario terriero della classe media, ha studiato legge e scienze politiche presso le università di Calcutta e Dhaka. Sebbene sia stato incarcerato brevemente da adolescente per aver agito a favore dell’indipendenza indiana, iniziò la sua carriera politica formale nel 1949 come cofondatore della Awami League, che sosteneva l’autonomia politica del Pakistan orientale.

Nelle elezioni del dicembre 1970, l’Awami League di Mujib si assicurò la maggioranza dei seggi nell’Assemblea nazionale e Mujib chiese l’indipendenza del Pakistan orientale. Truppe dal Pakistan occidentale furono inviate per riprendere il controllo della provincia orientale, ma furono sconfitte grazie all’aiuto della vicina India. Il Pakistan orientale, ribattezzato Bangladesh, è stato proclamato repubblica indipendente nel 1971 e nel gennaio 1972 il Pakistan non ha avuto altra scelta che rilasciare Mujib di nuovo in Bangladesh.

Questo video riporta il famoso discorso del 7 marzo 1971 tenuto da Sheikh Mujibur Rahman davanti oltre due milioni di persone. Le sue parole esortano tutti i cittadini bengalesi a prepararsi a combattere per una potenziale guerra di indipendenza.

Bangabandhu ((বঙ্গবন্ধু Bôngobondhu, “Amico del Bengala”) tornò in Bangladesh il 10 gennaio 1971 dove venne accolto con calore ed entusiasmo. Mujibur Rahman divenne il capo del Governo Provvisorio del Bangladesh indipendente.

“La mia più grande forza è l’amore per la mia gente, la mia più grande debolezza è che li amo troppo”

Sheikh Mujibur Rahman

Dopo essere tornato in Bangladesh, lavorò duramente per far rinsalire il paese, dilaniato dalla guerra. Nella battaglia per la ricostruzione della nazione, Mujibur Rahman aveva la salda convinzione che le persone della nazione non avrebbero mai dimenticato la sua dedizione e il suo contributo al paese: “Non potrei mai pensarli così ingrati”.

Nel gennaio 1975 diventò il primo presidente del Bangladesh e decise di continuare a vivere nella sua residenza a Dhanmondi 32, rifiutando la residenza fornita dallo stato.

Le cospirazioni delle forze avversarie non si sono mai fermate e, per vendicare la sconfitta, hanno costantemente cercato di rendere politicamente instabile il Bangladesh. Per questo motivo, il 15 agosto 1975 la casa di Dhanmondi 32 fu attaccata e Bangabandhu e tutta la sua famiglia che viveva insieme a lui, fu uccisa. Solamente le due figlie, Sheikh Hasina e Sheikh Rehana, si salvarono perchè al momento dell’attacco si trovavano fuori dal paese.

Con l’uccisione di Bangabandhu, gli attentatori colpirono duramente anche gli ideali dell’indipendenza e tutto ciò che Mujibur Rahman significava per il paese. Sebbene l’omicidio sia stato un evento traumatico per l’intera nazione bengalese, i responsabili sono stati protetti invece che incriminati. Infatti, per impedire la condanna degli assassini, il governo Khondokar Mushtaq ha decretato la famigerata “Ordinanza sull’Indennità” sulla morte di Bangabandhu. L’8 giugno del 1976, 12 presunti assassini ricevettero lavoro presso diverse alte commissioni in tutto il mondo.

Dalla quella tragica notte, ogni anno il 15 agosto viene celebrata la Giornata di Lutto Nazionale in Bangladesh. Quest’anno, nello stesso giorno, si è festeggiato il 45° anniversario dell’Amico del Bengala, Bangabandhu.

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