16 Dicembre 1971: L’indipendenza del Bangladesh

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Le ragazze del Bangladesh partecipano alla prova generale per la cerimonia di apertura dei Giochi dell’Asia del Sud, sullo sfondo di un ritratto a mosaico del leader indipendente Sheikh Mujibur Rahman, a Dhaka, Bangladesh, giovedì 28 gennaio 2010. Il Bangladesh ha giustiziato cinque ex ufficiali militari giovedì per il loro ruolo nel massacro di Rahman del 1975 e di diversi suoi parenti e aiutanti in una casa di Dhaka durante un colpo di stato, (AP Photo/Mir Farid))

La Lega Awami, guidata da Sheikh Mujibur Rahman, vinse le elezioni nazionali del 1971 e richiese l’autonomia politica per il Pakistan orientale. Da questa vittoria, il partito ne uscì con 160 seggi e la maggioranza nell’assemblea nazionale. Zulfikar Ali Bhutto, il presidente del Partito popolare pakistano, rifiutò di lasciare che la Lega Awami formasse il primo governo provvisorio dopo l’Indipendenza e che Sheikh Mujibur Rahman diventasse il primo ministro del Pakistan.

Tikka Khan, un generale pakistano occidentale, arrivò a Dhaka per diventare il governatore. Ma i giudici del Pakistan orientale gli vietarono l’ingresso. Successivamente, nella notte del 25 marzo, l’esercito pakistano cercò di schiacciare violentemente l’opposizione bengalese e le sale della residenza dell’Università di Dhaka furono brutalmente attaccate. Il 26 marzo, le forze pakistane arrestarono Sheikh Mujibur Rahman che, lo stesso giorno, aveva firmato una dichiarazione ufficiale per l’indipendenza del Bangladesh.

Gli eventi politici diedero inizio la guerra tra l’esercito pakistano e i combattenti per la libertà bengalesi, il Mukti Bahini. I Mukti Bahini erano addestrati come guerriglieri dall’India, che forniva loro anche le armi. Il general del gruppo era Muhammad Osmani. Durante il periodo di addestramento dei Mukti Bahini, l’esercito pakistano incoraggiò i Razakar, i bengalesi che non volevano che il Bangladesh diventasse un paese indipendente, per reprimere la ribellione.

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8 gennaio 1972: Lo sceicco Mujibur Rahman, leader del Bangladesh a Londra, in una conferenza stampa dopo essere stato rilasciato dal presidente Yahya Khan in Pakistan. (Photo by Douglas Miller/Keystone/Getty Images)

L’India assunse un ruolo attivo e Indira Gandhi scelse di difendere i cittadini bengalesi dal governo pakistano, ordinando di attaccare i nemici il 3 dicembre 1971. L’India pianificò un attacco da tre fronti: su Dacca, provincia indiana del Bengala Occidentale, Assam e Tripura. La guerra durò solo 13 giorni e fu una delle guerre più brevi della storia. Si stima che tra 300.000 e 3.00.000 civili furono uccisi in Bangladesh e circa 3900 soldati indiani morirono, 9851 feriti e 93.000 pakistani furono impugnati come “Prigionieri di guerra”. In questa guerra il Pakistan subì molti danni perché i militari indiani avevano tagliato la linea logistica e bloccato mari e vie aeree. Non c’era alcuna approvvigionamento di apparati bellici, cibo e anche di soldati militari, tutto era sotto il controllo delle forze unificate dei Mukti Bahini e dell’esercito indiano.

I Mukti Bahini e l’esercito indiano si trovavano in vantaggio rispetto all’esercito pakistano principalmente per due motivi. Per prima cosa l’esercito pakistano era circondato completamente da forze militari e di guerriglia indiane ed, inoltre, era meno numeroso in confronto ai 200.000 soldati dell’esercito indiano.

Cittadini e intellettuali furono l’obiettivo principale di questo genocidio di massa dei Mukti Bahini e dell’esercito indiano. Il 16 dicembre 1971, Dacca cadde per la mano del Mitro Bahini, forza d’élite del Mukti Bahini e dell’esercito indiano. Uno “strumento di arresa ”è stato firmato dal vinto generale pakistano Niazi e dal comandante indiano General Aurora. Il Bangladesh diventò libero e indipendente. In Bangladesh il 16 dicembre è dunque riconosciuto come il Giorno della Vittoria, mentre il 26 marzo si celebra il Giorno dell’Indipendenza.

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Mi chiamo Tonne Teresa Cruze e sono nata a Dhaka in Bangladesh il 9 settembre 1997. Sono una studentessa del corso di laurea triennale Lingue e Culture Comparate all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Le mie lingue di studio sono inglese e cinese. Ho voluto svolgere il mio tirocinio presso l’associazione Sakshi perché come loro anch’io vorrei far luce e dar voce alla cultura dell’India, del Bangladesh e dei suoi paesi confinanti.