Studying the Minorities: la minoranza cristiana in Bangladesh

Secondo il censimento del 2011, i musulmani costituiscono oltre il 90% della popolazione del Bangladesh, gli hindu sono l’8,5%, mentre i cristiani rappresentano l’1%. Il Bangladesh riconosce l’Islam come religione di stato ed altri religioni minori come l’Induismo, il Cristianesimo, e il Buddismo.

I primi cristiani a registrarsi nel territorio del moderno Bangladesh durante il XVI secolo furono i missionari e commercianti portoghesi che, dopo essersi stabiliti a Chittagong, iniziarono a costruire le prime chiese. Le città di Mughal e Dhaka erano la sede di comunità armene, greche, cattoliche e anglicane. 

“Cattedrale di Nostra Signora del Santo Rosario” chiesa portoghese a Chittagong
Fonte: wikipedia

Con la crescita del cristianesimo, la persecuzione dei cristiani crebbe.  Secondo l’Agenzia Fides, negli ultimi tre anni le minoranze religiose in Bangladesh hanno affrontato attacchi mirati. Durante e dopo le elezioni del 2014, i villaggi abitati da gruppi religiosi non musulmani sono stati oggetto di assalti, individui e gruppi legati a partiti islamisti hanno saccheggiato e bruciato proprietà e residenze di cittadini hindu, cristiani e buddisti, in diverse parti del paese.

E’ quanto l’Agenzia Fides apprende da un rapporto stilato dalla “Conferenza cristiana dell’Asia” (CCA), unione tra diverse chiese cristiane presbiteriane presenti in Asia, che ha inviato nelle scorse settimane una delegazione per indagare sulla situazione delle minoranze religiose in Bangladesh. La delegazione, composta da rappresentanti di diversi gruppi religiosi, ha osservato che alcuni partiti politici hanno strumentalizzato deliberatamente i sentimenti religiosi della gente comune per intensificare la tensione e la polarizzazione intracomunitaria. Il tutto per trarne vantaggi politici.

Non sono stati risparmiati, poi, gli attivisti dei diritti umani: “Negli ultimi due anni almeno dieci blogger laici, giornalisti e attivisti per i diritti umani, sono stati uccisi solo perché promotori della libertà di pensiero, dell’armonia religiosa, della tolleranza e della trasparenza politica” nota la delegazione.

Veglia per i cristiani perseguitati
Fonte: AsiaNews

Il team della CCA ha incontrato diverse organizzazioni della società civile, rappresentanti di gruppi religiosi di minoranza, chiese, organizzazioni ecumeniche e attivisti sociali. “Il sentimento che accomuna la vita delle minoranze religiose in Bangladesh è la paura”, afferma la nota della Commissione. 

Secondo il Consiglio per l’unità di hindu, buddisti e cristiani del Bangladesh, l’anno 2016 ha registrato 1.441 incidenti violenti contro le minoranze etniche e religiose, rispetto ai 262 incidenti registrati nel 2015.

Un operatore umanitario italiano, Cesare Tavella, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nel 2015, nello stesso anno Parolari Piero, un sacerdote e medico cattolico italiano, è stato colpito più volte. Un pastore della Faith Bible Church è stato attaccato nell’ottobre 2016. 

“Nell’ultimo periodo il fanatismo è in crescita preoccupante, sicuramente i primi a farne le spese sono i cristiani, una minoranza che rappresenta meno dell’uno per cento della popolazione”

Padre Lorenzo Valoti

Nel 2019, diverse chiese sono state bruciate o distrutte, i cristiani si riunivano in segreto o in piccole case per praticare la loro religione. Inoltre, nel 2020, si presume che diversi cristiani siano stati arrestati dalla polizia per “conversione illegale”.

Per un breve periodo le condizioni erano migliorate poichè il Bangladesh era passato dal 35° posto nella World Watch List nel 2015 per la persecuzione dei cristiani al 48 ° posto nel 2019. Tuttavia, un forte aumento della violenza contro i cristiani nel 2019 ha riportato il Paese al 38° posto della lista. 

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Mi chiamo Tonne Teresa Cruze e sono nata a Dhaka in Bangladesh il 9 settembre 1997. Sono una studentessa del corso di laurea triennale Lingue e Culture Comparate all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Le mie lingue di studio sono inglese e cinese. Ho voluto svolgere il mio tirocinio presso l’associazione Sakshi perché come loro anch’io vorrei far luce e dar voce alla cultura dell’India, del Bangladesh e dei suoi paesi confinanti.