Studying the Minorities: Il popolo Mizo

Mizoram
Fonte:  Sayan Nath 

Nel nord-est dell’India, cullata tra i monti dell’Assam da un lato e Bangladesh e Birmania dall’altro, v’è la terra del Mizoram, abitata da un popolo, i Mizo, il cui nome stesso indica la posizione in quanto Mi sta “gente” e Zo per “colline”.

Il gruppo etnico e linguistico dei Mizo è in realtà variegato, parliamo infatti di molteplici tribù tra le quali Lushais, Pawis e Lakhers, per citare le principali, tutte però appartenenti all’etnia tibeto-birmana. I mizo sono discendenti degli emigranti cinesi spostatiti nel Myanman nel 750 D.C. circa, ma tutte le leggende locali fanno risalire le loro origini a Sinlung.

Esempio di ”slush and burn”
Fonte: shankar s.

Le varie tribù, prima del colonialismo inglese, vivevano in piena autonomia, spesso facendosi la guerra tra loro. Ognuna di essere era un piccolo dominio guidato da un capo il cui ruolo era ereditario, veniva praticata l’agricoltura “slush and burn” cioè “taglia e brucia” che ancora oggi li contraddistingue, era comune la pratica di cacciare teste in battaglia e la religione principale era l’animismo.

Le tribù non erano accomunate neppure dalla lingua, di fatti parlano lingue imparentate con gli idiomi del sud-est asiatico più che con le lingue dell’India propriamente detta, ma l’impero inglese unì tutti questi clan all’India britannica nel 1895. Eredità importante di questo periodo fu l’influenza dei missionari cristiani i quali ebbero forte seguito; i Mizo infatti oggi dichiarano una percentuale di cristiani che supera il 90%.

All’epoca, in risposta al dominio straniero, nacque un sentimento comune tra gli abitanti del luogo che portò alla fondazione di un partito politico, la Mizo Union. Giunta finalmente l’indipendenza per l’India nel 1947, il Mizoram fu dichiarato parte dell’Assam, fatto che portò ad una dichiarazione d’indipendenza nel 1966 cui seguirono lotte e proteste fino al 1986, anno in cui divenne stato a sè stante.

La storia dei Mizo è emblematica per quanto riguarda la politica governativa indiana nei confronti delle minoranze indigene nel nord-est dell’India. L’integrazione politica dei vari gruppi minoritari ottenuta dando loro ampia autonomia politica e la possibilità di determinare la propria politica pubblica è sicuramente la chiave del successo di questo processo. Questo aspetto della politica indiana, tuttavia, non è propriamente frutto di strategie disinteressate, quanto più la continuazione della politica coloniale.

I risultati di questa politica delle minoranze nell’India nord-orientale contrastano nettamente con la condizione della maggior parte delle popolazioni indigene nell’India peninsulare e altrove nell’Asia meridionale. Questo fatto è stato sottolineato di recente quando il leader degli insorti tribali Chin in Birmania – gruppo culturalmente vicino ai Mizo – ha dichiarato di star “esaminando la possibilità di un’unione con l’India”, ma il governo indiano si è completamente dissociato da tali sentimenti.

Ragazzi Mizo con i vestiti tradizionali
Fonte: Lawrence S

In parte a causa dei frequenti disordini politici, il governo indiano è riluttante nel permettere agli stranieri di visitare le regioni del nord-est, ma nonostante ciò sappiamo che i Mizo hanno dato vita ad una società affiatata, senza distinzione di classe e senza discriminazioni basate sul sesso. La gran parte della popolazione è formata da coltivatori e nei villaggi ci si comporta come in una grande famiglia. La nascita di un figlio, il matrimonio e la morte di una persona nel villaggio diventano occasioni importanti in cui l’intero villaggio è coinvolto.

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Sono Valery Gogliucci, nata in Irpinia il 16/07/97, studentessa presso "L'Orientale" affacciatasi verso l'est grazie all'amore per il cinema e l'animazione, ma che stranamente non studia giapponese. Il mio percorso accademico s'è infatti concentrato sulla Corea del sud, l'India ed in generale sulle religioni e filosofie orientali. Al momento sto scrivendo la tesi di laurea sulla simbologia legata al mondo femminile in India