Chi sono i Pashtu?

In verde, le zone abitate in maggioranza da Pashtu
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La complessità dell’Asia centrale si spiega in gran parte per via della complessità delle popolazioni che la abitano. I vari gruppi etno-linguistici che abitano negli odierni territori dell’Iran, dell’Afghanistan, del Pakistan, ma anche dell’India sono spesso molto diversi, nonostante le loro storie siano intrecciate e nonostante si trovino oggigiorno uniti –o separati—da confini arbitrari. Questi confini rispondono perlopiù alle decisioni prese nel periodo coloniale, da poteri poco preoccupati dalle realtà locali.

Difficilmente si troverà un’identità afgana unita e omogenea: ma sicuramente il rappresentante più idoneo dell’afghanitas sarà il Pashtu o Pakhtu. Etnia di origine di Ahmad Chah Durrani, il capo a cui viene attribuita la fondazione della nazione dell’Afghanistan, è quindi considerata il popolo fondatore e il cuore della nazione, con oltre il 40% degli Afghani di etnia pashtu. La cosa si fa complicata però se consideriamo che, in virtù dei confini moderni dei paesi, l’essenziale dei Pashtu si trova non in Afghanistan, ma in Pakistan, dove sono oltre il doppio dei Pashtu afghani (c. 29 milioni) ma rappresentano il 15% della popolazione. Infine, esistono i Pathan, pashtun che in vari periodi della storia si sono insediati in India, dove formano un’importante comunità.

L’origine dei Pashtu è poco chiara. Secondo le tradizione afgane, i pasthu sarebbero discendenti di una delle dieci tribù perse di Israele, oppure del nipote di Saul, re d’Israele. Secondo gli storici e antropologi, invece, i Pashtu sono un popolo di origine iranica, come riflette la loro lingua, il pashtu. Questi sarebbero arrivati in Afghanistan successivamente a varie ondate migratorie, in particolare fra il ‘200 e il ‘500. Vi sono però indizi che già all’epoca di Alessandro Magno si trovassero pashtu: durante la sua campagna nell’odierno nord dell’India, guerrieri pashtun avrebbero servito nel suo esercito.

Uomini Pashtun armati
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I Pashtu sono tuttora popolazioni tribali, perlopiù pastorali dai rigidi costumi e dalla fiera storia. La loro vita è retta da un codice etico, pashtunwali. Questo complesso codice regge la vita dei Pashtu e in particolare le loro relazioni tribali. Vige in particolare la nozioni di nang, ovvero onore, e i codici del pashtunwali possono spesso dare luogo a spargimenti di sangue: ma prevedono anche un importante rispetto portato all’ospite. Delle varie etnie afghane, i pasthu sono quelli che osservano una maggiore segregazione dei sessi, anche se talvolta sembra siano in realtà le donne a controllare le famiglie: si è anche parlato di un matriarcato. Sicuramente, come in altri popoli, le donne mantengono le tradizioni e incoraggiano gli uomini a seguire i codici sociali e fare prova di coraggio.

Un interessante risultato delle invasioni centrasiatiche dell’India è l’attuale presenza nel subcontinente di importanti comunità pashtu, chiamate pathan. Le statistiche variano e danno fra i 3 e i 10 milioni di pathan. Questi si definiscono secondo criteri diversi e sono spesso hindu; a differenza dei pashtu afghani e pakistani che sono sunniti. Il famosissimo attore indiano Raj Kapoor si definiva egli stesso come pathan e parlava il pashtu.

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Io sono stato interessato all’India da quando sono piccolo, e se prima guardavo più al cibo che alla filosofia, con il crescere e il maturare mi sono avvicinato allo studio delle lingue e delle culture dell’India. Dopo una formazione generale in Francia, mi sono formato in parte nello studio delle lingue indo-europee, del persiano e dell’ebraico all’INALCO e all’EPHE di Parigi, due istituti universitari francesi. Ora sono studente all’Orientale di Napoli, dove studio il sanscrito. In parallelo, porto avanti una ricerca sulla formazione dello induismo moderno a Parigi.