La varietà linguistica dell’India

Mappa delle lingue indiane
Fonte: lexiophiles.com

Il panorama linguistico indiano su cui ci affacciamo al giorno d’oggi è frutto degli incontri tra le dozzine di popoli che nei secoli hanno toccato il suolo indico e vi hanno lasciato in eredità parte della propria cultura.

Tale mescolanza di svariate genti e tradizioni ha reso l’India un paese multiculturale, secondo al mondo per diversità solo dopo l’Africa.

La Costituzione indiana riconosce ben 22 lingue principali, sebbene siano poche a confronto rispetto ai 2.000 dialetti censiti. Questa varietà può essere sommariamente categorizzata in 4 famiglie linguistiche principali:

  • Indoariane
  • Dravidiche
  • Austroasiatiche
  • Tibeto-birmane

Una famiglia linguistica è un gruppo di lingue che ha un’origine comune, dobbiamo quindi immaginare un vero e proprio albero genealogico sviluppatosi nel tempo insieme ai parlanti dei vari gruppi etnici; la storia di una lingua dunque è la storia dei popoli stessi.

Le lingue indoariane, per esempio, si stima siano giunte in India attorno al 1500 a.C. tramite gli Ariani, popolazione proveniente dal nord. Da questo gruppo derivano il Sanscrito, in una forma cristallizzatasi in quanto ritenuta “perfetta” ed usata per i testi sacri, e molte altre lingue quali l’Hindi, il Bengalese e il Punjabi. Secondo le statistiche, circa il 74% della popolazione indiana ha come lingua madre un idioma proveniente da questo gruppo.

Le lingue dravidiche non hanno invece delle origini certe, le leggende si mescolano con la storia. C’è chi le vuole assimilare al gruppo elamo-dravidico (tutt’oggi ipotetico) e chi sostiene invece siano le lingue autoctone dell’India meridionale. Sono parlate oggi nel sud dell’India dal 26% della popolazione, oltre che in Sri Lanka, Singapore ed altri luoghi. Di questo gruppo linguistico spicca fra tutte il Tamil, la cui continuità letteraria è fra le più antiche del sub contiente.

Le lingue austroasiatiche e tibeto-birmane sono invece parlate da minoranze stanziate rispettivamente in Orissa e sui confini con la Cina.

Le due lingue ufficiali della confederazione indiana riconosciute dalla Costituzione sono l’Hindi e l’Inglese, quest’ultima ha lo status di “lingua ufficiale sussidiaria”.

L’ampio uso dell’inglese non sorprende quando si considerano i lunghi anni di dominio britannico, ma non è certo stata la sola lingua all’infuori dei precedenti gruppi nominati ad avere avuto una forte presa nel paese. Ricordiamo infatti l’influenza avuta dai musulmani, i quali portarono durante le loro invasioni anche l’arabo e il persiano, che divenne lingua di stato durante l’impero Moghul (1526–1858).

Poesia urdu
Fonte: Vaibhav Raina

Dall’unione tra gli idiomi arabi e i dialetti locali è nato l’Urdu, lingua ufficiale del Pakistan e riconosciuta tra le 22 ufficiali indiane.

Hindi e Urdu seguono le stesse regole grammaticali e differiscono di fatti solo per la scrittura (salvo i numerosi termini Urdu presi in prestito dall’arabo). Mentre la lingua Hindi è scritta con l’alfabeto devanagari, l’Urdu utilizza le lettere persiane.

La bellezza e la ricchezza della cultura indiana stanno infatti nella multietnicità che continuamente rimesta usi e costumi; le lingue sono vive grazie a un perenne viaggio fatto di contaminazioni, incontri e scambi tra persone che hanno qualcosa da dirsi ed insegnarsi.

Sono Valery Gogliucci, nata in Irpinia il 16/07/97, studentessa presso "L'Orientale" affacciatasi verso l'est grazie all'amore per il cinema e l'animazione, ma che stranamente non studia giapponese. Il mio percorso accademico s'è infatti concentrato sulla Corea del sud, l'India ed in generale sulle religioni e filosofie orientali. Al momento sto scrivendo la tesi di laurea sulla simbologia legata al mondo femminile in India