Punti di vista: le inondazioni in India son state causate da armi nucleari?

Inondazione ad Assam
Fonte: David Talukdar/Alamy

Mentre il cambiamento climatico continua la sua ascesa portando con sè catastrofiche conseguenze, negazionisti e simili avanzano le teorie più disparate in ogni parte del mondo.

Protagonista di fantasiose congetture è questa volta la causa delle inondazioni in India, tremendi eventi naturali che contano già centinaia di vittime.

La scorsa settimana gli straripanti allagamenti hanno improvvisamente abbattuto un canyon nello stato indiano dell’Uttarakhand, causando decine di morti e dispersi, distruggendo case, ponti e due centrali idroelettriche. Gli esperti sostengono che il problema consista nello scioglimento dei ghiacciai dovuto al riscaldamento globale e alle conseguenti frane, ma molte sono le persone che mantengono viva convinzione che tutto ciò sia legato a una missione segreta di spionaggio di decenni fa, riferisce la BBC.

Secondo questa teoria la Central Intelligence Agency degli Stati Uniti ha fatto squadra con l’India negli anni ’60 per installare dispositivi di monitoraggio a propulsione nucleare in tutto l’Himalaya per spiare i test nucleari cinesi e i lanci di missili. In un villaggio dell’Himalaya indiano, generazioni intere di paesani hanno creduto che i dispositivi nucleari giacessero sepolti lì sotto la neve.

Himalaya
Fonte:Adarsh Thakuri

Quando questo villaggio, Raini, è stato colpito da un’enorme inondazione all’inizio di febbraio, gli abitanti sono andati nel panico e vociferavano che i dispositivi fossero “esplosi” e avessero causato la valanga.

“Riteniamo che gli ordigni abbiano avuto un ruolo in tutto ciò. Come può un ghiacciaio rompersi così semplicemente durante l’inverno? Pensiamo che il governo dovrebbe indagare e trovare i dispositivi.”

ha detto Sangram Singh Rawat, il capo di Raini

Come ogni detto, anche queste teorie nascono da un fondo di verità, ma la realtà dietro tali congetture è meno avvincente. Tutto risale all’ottobre del 1965, quando un gruppo di scalatori indiani e americani ha portato con sé sette capsule di plutonio assieme ad apparecchiature di sorveglianza (del peso di circa 57 kg) che dovevano essere posizionate in cima al Nanda Devi, alto 7.816 metri, vicino al confine nord-orientale dell’India con la Cina.

Una bufera di neve costrinse gli scalatori ad abbandonare la salita ben al di sotto della vetta. Mentre riscendevano lasciarono su una “piattaforma” dietro di sé gli attrezzi: un’antenna lunga sei piedi, due set di comunicazione radio, un power pack e le capsule di plutonio. Quando gli scalatori tornarono la primavera dopo per cercare l’attrezzatura e portarla in cima, questa era scomparsa.

Il plutonio è l’ingrediente principale per la creazione di una bomba atomica; ma le batterie al plutonio usano un isotopo diverso (una variante di un elemento chimico) chiamato plutonio-238, che ha un’emi vitale (la quantità di tempo necessaria per il decadimento della metà di un isotopo radioattivo) di 88 anni.

“Il dispositivo è molto probabilmente intrappolato tra i ghiacciai. Dal momento che è immobile, starà giacendo in uno stato dormiente”, ha detto il capitano Mohan, veterano della Marina Indiana. Ha poi spiegato: “Abbiamo trascorso tre anni cercando di rintracciarlo. Non c’è modo che possa innescare incidenti spiacevoli in quanto lo strumento ha bisogno anche di altre componenti per essere pienamente operativo.”

Ciò che resta dunque non sono altro che le curiose storie su di un’affascinante spedizione.

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Sono Valery Gogliucci, nata in Irpinia il 16/07/97, studentessa presso "L'Orientale" affacciatasi verso l'est grazie all'amore per il cinema e l'animazione, ma che stranamente non studia giapponese. Il mio percorso accademico s'è infatti concentrato sulla Corea del sud, l'India ed in generale sulle religioni e filosofie orientali. Al momento sto scrivendo la tesi di laurea sulla simbologia legata al mondo femminile in India