Thimmammā Marrimanu : gioiello di Rāyalasīma

Thimamma Marrimanu
Fonte: medium.com

La regione Rāyalasīma in Andhra Pradesh nasconde una vera meraviglia naturale: l’albero di bhanyan più grande del mondo. Questo ficus benghalensis si estende per 19 mila metri quadrati. Si trova in Anantapur, a 25 km da Kadiri, in Andhra Pradesh.

Cartina di Andhra Pradesh, Telangana e la regione di Rayalaseema
Fonte: indika.it

La regione Rāyalasima: Durante il periodo coloniale questa regione faceva parte dei “Ceded Districts” (Datta Maṇḍalu in telugu). Il termine “Ceded Districts” era utilizzato per indicare i territori “ceduti” dal Nizam di Hyderabad agli Inglesi. Questo territorio (sima in telugu) viene nominato Rāyalasima solo nel 1928 dall’Andhra Mahasabha*. Rāyalasima significa letteralmente “regione di dominio Rāya”, dove il suffisso rāya, in telugu rāyalu, è tadbhava* del termine sanscrito rājan. Questa regione comprende quattro distretti: Anantapur, Chittor, Kadapa e Kurnool (fig.2).

È molto ricca in minerali come il quarzo verde, il calcare, i diamanti e la calcite ed accoglie uno dei più ricchi e più visitati templi del mondo, il tempio di Tirumala Venkateswara. Questo è dedicato alla divinità Venkateswara, avatara di Viṣnu. (Per consultare il sito, clicca qui).

Non si deve dimenticare anche il complesso di Srisailam, antico centro śivaita. Se si scompone il termine Thimmamma Marrimanu, abbiamomarri”, banyan  e “manu”, albero. Perciò l’albero banyan di Thimmamma. Secondo la leggenda locale, Thimmamma avrebbe praticato la sati+ sulla pira funeraria del marito, morto nel 1433. I coloni raccontano che il banyan avrebbe 550 anni e si sarebbe riprodotto a partire da questa pira funeraria. Ai piedi dell’albero, si trova un piccolo tempio dedicato alla donna, che tutt’oggi viene venerato dalle coppie che non riescono ad avere figli. Durante il festival di Śivaratri, l’ambientazione fatata diventa lo stage per la performance dello jatara, forma teatrale folkloristica originaria del Bengala.

In origine il termine banyan prende il suo nome dai commercianti indiani bania, che erano conosciuti per svolgere i loro commerci sotto grandi alberi. I portoghesi utilizzavano questo termine per designare i mercanti hindu e a partire dal 1634, lo stesso albero viene nominato banyan.

La particolarità. Il ficus benghalensis cresce all’interno di un altro albero ospite “strangolandolo” e si sviluppa orizzontalmente, dando l’impressione che i rami appartengano ad alberi differenti.

Thimamma Marrimanu
Fonte: globochannel.com

I frutti di questa pianta sono fichi molto piccoli e ahimè, i boccioli, contenuti all’interno dei frutti, escono raramente.

I frutti, le foglie e i semi di banyan vengono utilizzati per curare diversi disordini come la diarrea, il male ai denti e il diabete. Soprattutto il succo dei fichi è consigliato per le ustioni, le ferite e la dissenteria. Alcuni studi hanno osservato che il banyan agisce come disinfiammante e possiede delle proprietà antibatteriche. Secondo gli esperti, il regolare consumo di succo di banyan rinforzerebbe il sistema immunitario.

Per chi volesse lanciarsi, ecco i consigli pratici: 1 cucchiaio di succo di banyan al giorno per gli adulti, ½ per i bambini, bevuto insieme ad un bicchiere di latte.

Donne! Da provare…Apparentemente magico per i dolori mestruali (in questo caso, in polvere due volte al giorno).

Thimmamma Marrimanu non è il solo esemplare di banyan in India. Tra i più grandi banyan indiani, troviamo il “Great Banyan”, vicino a Calcutta, situato nel giardino botanico Acharya Chandra. Il “Gigantic Banyan”, a Ranthambore, il “Giant Banyan”, a Chennai (450 anni) ed infine il “Big Banyan”, a Bangalore (400 anni).

I coloni e il dipartimento che si occupano del mantenimento e della protezione della foresta stanno facendo tutto il possibile per salvaguardare questo magnifico esemplare di banyan. Tuttavia, poiché in continua espansione, diventa sempre più difficile gestire i maggiori rischi che mettono a repentaglio la sua vita e il suo benessere. In primo luogo l’allegamento, ma anche il flusso di visitatori (non regolarizzato). Da un lato c’è da sperare che Thimmamma Marrimanu diventi parte dell’UNESCO, in modo tale che il dipartimento abbia abbastanza fondi per poter continuare a fare il suo lavoro. Ma dall’altro, se questo accadrà, non saranno più gli indiani che sono cresciuti con questo albero anno dopo anno ad occuparsene.

Curiosità:

  • Thimmamma Marrimanu è stato riconosciuto dal Guinness World Record nel 1989.
  • Secondo i coloni, l’albero continua a crescere di circa 15 cm l’anno.
  • Il banyan è uno dei simboli dello stemma della Repubblica dell’Indonesia.



[1] Pratica che prevedeva che, una volta morto il marito, la moglie fosse bruciata viva sulla sua pira funeraria.

[2] Festa in onore di Śiva, ma soprattutto del suo matrimonio con la Dea Parvati. Nel 2020, si terrà il 21 febbraio.



* Organizzazione nata nel 1921 con lo scopo di riunire i parlanti telugu, promuovere la cultura e creare un movimento popolare. Si è unita al partito comunista indiano per lanciare il movimento dell’indipendenza del Telangana, che è stato fondato il 2 giugno 2014.

* Tadbhava indica una categoria di termini che hanno alla base un’origine indo-aria e che si sono successivamente modificati, entrando a far parte del lessico del medio indo-ario e delle lingue indo-arie moderne. 

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Laureata Magistrale all’Università di Napoli L’Orientale, ho conseguito la laurea triennale all’Università di Venezia con la tesi “Ascetismo: i rituali della rinuncia”. I miei studi si sono concentrati soprattutto sullo studio della lingua Hindi e Urdu con un particolare interesse verso le religioni e le culture di questi due paesi. L’esperienza di studio presso l’Istituto Nazionale di Lingue e Civiltà Orientali di Parigi (INALCO) mi ha permesso di intraprendere lo studio della lingua telugu che mi ha portato ad avvicinarmi all’India del sud e, in particolare, alla sua evoluzione linguistica, letteraria e politica.