Il festival di Yuru Kabgyat e il monastero di Lamayuru

Il festival

Il festival di Yuru Kabgyat a Ladakh è un evento essenziale per i buddisti, che vengono da ogni dove per poter partecipare, in particolare da Tibet, Giappone, Corea del Sud e Cina. 

Dedicato a Yama, signore della morte, e Padmasambhava, il secondo Buddha, il Festival offre la perfetta occasione di approfondire il Buddhismo e comprendere gli insegnamenti del Buddha.

La festività dura tre giorni, solitamente a luglio, e i partecipanti godono delle meravigliose danze e performance per diverse ore senza mai annoiarsi. 

I monaci si esibiscono in balli mascherati in onore degli dei che, in cambio, terranno a bada gli spiriti maligni e i disastri naturali.

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Danza dei monaci buddisti mascherati
Fonte: India Nepal Viaggi

Le maschere sono fatte di carta e vengono decorate e colorate dalla gente del posto.

Il festival non è completo senza i “Cham”, ovvero un tipo di danza in maschera in cui i monaci si dispongono circolarmente e ballano andando a tempo di musica.

Alla fine dell’evento vengono fatte delle offerte e compiuti dei rituali sacri.

Il monastero di Lamayuru

Il festival si celebra presso il monastero di Lamayuru (o Yuru), a Ladakh. È uno dei più grandi e antichi monasteri buddisti di tradizione tibetana sul suolo indiano.

Fu fondato intorno all’anno 1000 da Nāropā ed è appartenente alla scuola Drigung Kargyu. In passato diede ospitalità fino a quattrocento monaci, molti dei quali ora vivono nei gompa dei vicini villaggi. Attualmente i religiosi residenti sono 150.

Situato sulla strada Srinagar-Kargil-Leh, a circa 130 chilometri dalla principale città della regione, Lamayuru è uno dei più antichi monasteri del Ladakh.

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Il monastero di Lamayoru
Fonte: Times of India

È stato fondato nel XIX° secolo dal maestro Mahasiddhacarya Naropa, in un’area dove secondo la leggenda esisteva un bellissimo lago.

In antichità era conosciuto con il nome di gyung-drung, la traduzione tibetana di svastica, uno dei simboli più importanti del buddhismo. Era inoltre conosciuto come il luogo delle libertà.

La struttura originale del monastero era composta da cinque edifici, dei quali oggi se ne può ammirare solo uno. L’edificio vanta bellissimi dipinti a muro, alcuni dei quali perfettamente conservati, e numerose statue di Buddha che impreziosiscono gli spazi interni ed esterni.

Fino agli inizi del XX° secolo ospitava circa 400 monaci. Oggi i residenti sono circa 150, a cui si aggiungono altri 50 monaci che vivono nelle immediate vicinanze.