Hanumān, dio del vento

Figlio del dio Vāyu, Signore del Vento, Hanumān è una delle divinità hindu più venerate e amate. Ecco alcune curiosità legate al dio-scimmia, il potente Hanumān.

Secondo la leggenda egli, quand’era appena un bambino, si volse a guardare il sole e così, affamato, lo scambiò per un frutto maturo e decise di mangiarlo. Infatti, nell’Hanumān Chālīsā, le 40 strofe in onore di Hanumān attribuite al mistico indiano Tulsīdās (XVI secolo), leggiamo:
“Quel sole che era a migliaia di yojana di distanza tu l’hai mangiato come fosse un dolce frutto”
(युग सहस्र योजन पर भानू । लील्यो ताहि मधुर फल जानू ॥).
Prima che lo inghiottisse, tuttavia, il dio Indra, re degli dei e protettore dell’equilibrio universale, fermò il piccolo Hanumān colpendolo con una saetta (vajra). Vāyu riuscì a soccorrere suo figlio rimasto inerme, e per vendetta decise di togliere alla terra ogni soffio di vento, sicché la mancanza d’aria avrebbe ucciso chiunque. Per evitare che il mondo intero morisse per asfissia, il dio Brahmā, creatore dell’Universo, intervenne prontamente e resuscitò il piccolo Hanumān.
Fu in quella occasione che, secondo la leggenda, Hanumān rinvenne sotto una cascata di benedizioni. In primo luogo Brahmā lo benedisse donandogli la capacità di incutere paura ai suoi avversari, poi Śiva gli donò la conoscenza delle sacre scritture, e il dio Yama, Signore della Morte, l’immortalità.

La divina innocenza di Hanumān e il suo coraggio costituiscono tutt’oggi motivo di venerazione da parte di migliaia di devoti hindu. Ciò per cui egli è maggiormente ricordato è la sua pura bhakti (devozione) nei confronti del Signore Rāma.
La parola Hanumān si pensa possa derivare dall’unione della radice sanscrita han che significa “distruggere” con la parola māna, che sta per “orgoglio”, “arroganza”. Dunque, Hanumān è colui che distrugge l’orgoglio e che concede la grazia della devozione.

Secondo la tradizione egli è il più forte dei Vānara, tribù di scimmie, ed è venerato per il suo contributo salvifico nella guerra tra il dio Rāma e l’asura Ravana, re di Laṅkā. Questa vicenda è narrata nel Rāmāyaṇa, uno dei più grandi poemi epici della tradizione indiana di cui Hanumān è, assieme a Rāma, un personaggio principale. Qui infatti Hanumān giocherà un ruolo fondamentale nel salvataggio di Sītā, l’amata consorte di Rāma. La devozione del dio-scimmia nei confronti di Rāma è tale che pregare per l’uno equivale a pregare per l’altro, così nell’Hanumān Chāli̅sā leggiamo:
“Cantando il tuo inno, il Signore Rāma è raggiunto” (तुम्हरे भजन राम को पावै).

Ancora oggi Hanumān è venerato come divino guardiano dei luoghi sacri e delle abitazioni, e non è difficile trovare una sua mūrti (icona) all’ingresso di case o templi per garantire protezione ed estirpare le forze negative. Per quanto possa sembrare strano, l’immagine di Hanumān è venerata assai sentitamente dai wrestlers, dai lottatori, poiché una delle caratteristiche principali del dio-scimmia è la sua immensa forza fisica, rappresentata da un corpo statuario e dalla costante presenza della gadhā, l’arma che stringe solitamente nella mano sinistra.
Egli è venerato, inoltre, come incarnazione del dio Śiva e come perfetto asceta, capace di praticare ogni tipo di austerità grazie al potere della devozione.

Una delle immagini e rappresentazioni più celebri di Hanumān vede il dio-scimmia volare con una montagna sul palmo della mano. Questa vicenda risale al momento in cui, durante la guerra a Laṅkā, il figlio di Ravana, Indrajit, colpì a morte il fratello di Rāma, Lakshmān. Così il nemico era certo che, se Lakshmān fosse morto, Rāma si sarebbe definitivamente arreso. Una sola erba miracolosa avrebbe potuto salvare la vita di Lakshmān, ed essa cresceva sulla lontana montagna Dunagiri. In pochissimo tempo Hanumān riuscì a raggiungere Dunagiri ma, non riuscendo a trovare l’erba di cui Lakshmān aveva disperato bisogno, decise di portare con sé tutta la montagna. Fu grazie a questo gesto di immenso coraggio e spirito di servizio che Lakshmān e molti altri feriti di guerra riuscirono a guarire.
Grazie a questa vicenda, a Hanumān sono anche attribuite doti di guaritore.

Infine Hanumān è sovente raffigurato con una figura scintillante che fuoriesce dal suo cuore. Chi sarà mai quella figura? Ovviamente Rāma, il suo amato Signore, a cui Hanumān dedica ogni singolo respiro.

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Mi chiamo Davide Cava laureato alla magistrale in lingua e letteratura hindī presso l’Università “L’Orientale” di Napoli. Appassionato di poesia, musica e meditazione, suono l’harmonium e mi diletto nel canto. Nella mia tesi magistrale tratto della standardizzazione della hindī e della sua penetrazione nella sfera pubblica e politica dell'India.