Dall’India in Italia: la parola a tre studentesse indiane

L’intento di questo articolo è di approfondire il tema della migrazione di giovani studentesse indiane,  approdate in Italia per frequentare alcune delle nostre principali università, ma soprattutto analizzare- attraverso le loro voci-  il tema dell’essere donna in un paese tanto diverso dal loro.

Parlare con loro può farci capire quanto sia importante l’integrazione e quanto sia arricchente un onesto dialogo interculturale.

La prima esperienza è raccontata da una giovane donna di 25 anni, Shanti Priya originaria di Tenali (Andra Pradesh). Shanti vive attualmente a Roma, dove è impegnata in un Master in Ingegneria dei Trasporti presso l’università “La Sapienza”.

Alla domanda “cosa ti ha spinto a scegliere l’Italia per completare il tuo percorso di studi?” Shanti ha risposto: “Francamente uno dei motivi principali è che qui in Italia le università forniscono borse di studio per gli studenti provenienti dall’estero. Inoltre, l’idea di poter conseguire una laurea in un’università prestigiosa è allettante e questo potrà aiutarmi a trovare più facilmente un lavoro. In India ci sono molti luoghi di consulenza per studenti che hanno intenzione di studiare all’estero: ecco come sono venuta a conoscenza dell’Italia”

Shanti Priya
Fonte: Shanti Priya

“Poi, per le donne, l’Italia è un paese molto più sicuro”, continua Shanti, “in India molte ragazze soffrono di una mancata libertà. Non possiamo mangiare quello che ci piace, non possiamo andare in un posto che ci piace in qualsiasi momento, e spesso non possiamo sposare una persona di nostro interesse. In India il tasso di casi di stupro e molestie è altissimo. Qui, invece, abbiamo il diritto di goderci la natura, i luoghi, il cibo, e di indossare ciò che desideriamo. Poche donne in India combattono per la propria libertà, molte scelgono di accontentarsi del proprio status.”

Questa la preziosa testimonianza di Shanti. E’ evidente, leggendo queste parole, che l’Italia sia vista come un paese ricco di opportunità, prima fra tutte quella di accrescere la propria cultura e proseguire i propri studi, ma anche una nazione fondata sulla libertà di esprimere se stesse, così come prescritto dalla Costituzione italiana.

Altra interessante testimonianza è quella di Pratibha Raghupati Hegde, giovane studentessa di 25 anni di Bengaluru (Karnataka), attualmente residente a Napoli. Pratibha sta svolgendo il dottorato di ricerca in Fisica presso l’Università Federico II di Napoli.

“Sapevo che la Federico II fosse una delle università più antiche del mondo, ed è molto rinomata. Mi trovo molto bene a studiare lì e sono felice in Italia, soprattutto a Napoli. Qui c’è un bellissimo mare, buon cibo, e le persone sono amichevoli e appassionate. Le persone non hanno molta fretta, conducono una vita rilassata, fattore molto importante per una buona salute mentale.”

Alla domanda “in quanto donna come definiresti la tua esperienza qui in Italia, hai riscontrato difficoltà di qualche tipo?” Pratibha ha così risposto:

Pratibha Raghupati Hegde.
Fonte: Pratibha

“Come donna mi sento piuttosto al sicuro, ma comunque non oserei camminare da sola di notte. Ho avuto un paio di esperienze poco piacevoli in cui alcuni uomini si sono comportati in modo inappropriato, ma non ritengo che sia un caso specifico per l’Italia”. Pratibha continua: “L’India mi manca, ma per fortuna ho qualche amico indiano qui. E’ molto importante per me socializzare con loro di tanto in tanto per sentirmi a casa”.

L’ultima testimonianza è di Varsha Poondi Krishnan, giovane donna di Chennai, 27 anni. Varsha abita a Napoli da 3 anni ed è all’ultimo anno del suo dottorato di ricerca nel campo dell’epigenetica. Il suo percorso è cominciato cercando progetti sull’epigenetica in Europa, e così è entrata a far parte del programma COFUND Marie Curie chiamato “Incipit”. Varsha racconta la sua esperienza in Italia descrivendola come “un’esperienza felice”:

Varsha Poondi Krishnan
Fonte: Varsha

“Sono felice in Italia. Amo il cibo, le persone amichevoli e la cultura. Molti bei posti da visitare. Napoli, in particolare, mi ricorda la mia città natale.” Così Varsha continua parlando di come vive il suo essere donna qui in Italia. “Purtroppo ci sono molte differenze tra India e Italia in quanto alla libertà delle donne. Vorrei che le donne indiane potessero sperimentare nel proprio paese la stessa libertà di cui io godo qui quotidianamente. Posso camminare e viaggiare da sola con minime preoccupazioni”.


Queste esperienze hanno in comune il medesimo senso di riscatto. Donne forti, intelligenti e indipendenti non hanno la possibilità di essere forti, intelligenti e indipendenti in tutti i luoghi del mondo. Questa grande apertura che hanno apprezzato qui in Italia è da preservare come cosa preziosa, affinché il dialogo interculturale continui ad arricchirci così tanto.

Mi chiamo Davide Cava laureato alla magistrale in lingua e letteratura hindī presso l’Università “L’Orientale” di Napoli. Appassionato di poesia, musica e meditazione, suono l’harmonium e mi diletto nel canto. Nella mia tesi magistrale tratto della standardizzazione della hindī e della sua penetrazione nella sfera pubblica e politica dell'India.