Swacch Bharat Mission (Urban) 2.0: di cosa si tratta?

E’ ufficialmente iniziata la seconda fase della Swacch Bharat Mission, iniziativa inaugurata dal governo Modi nel 2014 con l’obiettivo di abolire l’usanza di defecare in pubblico nelle zone rurali e urbane dell’India (ODP-open defecation free) e di arrivare alla gestione totale, del 100%, dei rifiuti liquidi e solidi nell’intero paese. La Mission 2.0 sarà completata in cinque anni, entro il 2026.

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito l’importanza dell’acqua pulita, della sanificazione, di un ambiente sano e pulito e di come questi siano prerequisiti fondamentali per raggiungere la salute globale.” Così il ministro delle Finanze indiano, Nirmala Sitharaman, ha annunciato la seconda fase del piano Swacch Bharat Mission, che intende migliorare la qualità della vita delle zone urbane dell’India.

Urban Swacch Bharat si occuperà soprattutto dello smaltimento dei rifiuti, di ridurre l’utilizzo singolo della plastica e dell’organizzazione della raccolta differenziata. Tutto questo sarà possibile attraverso attività di costruzione e demolizione di infrastrutture e la bonifica di tutti i siti di discarica presenti nel paese. Particolare attenzione, anche in questa fase, sarà data a iniziative per ridurre l’inquinamento atmosferico, problema serio di cui soffrono le metropoli indiane soprattutto durante la stagione invernale. Per questa causa, il governo ha intenzione di investire circa 260 milioni di euro in 42 città indiane con più di un milione di abitanti.

Negli ultimi cinque anni, la Swacch Bharat Mission si è concentrata sulla costruzione di bagni pubblici e sulla gestione “sostenibile” dei rifiuti solidi, in modo tale da fornire energia ad ogni villaggio dell’India rurale. Con un investimento pubblico di circa 16 miliari di euro nella prima parte del progetto ormai giunto al termine si sono costruiti 90.6 milioni di bagni pubblici per contrastare la contaminazione dell’acqua, del terreno e dell’aria nel subcontiente.

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