Nepal: “Back off India”, i territori contestati

Gli studenti nepalesi cantano gli slogan durante una protesta nel mezzo di un blocco a Kathmandu, in Nepal, sabato 9 maggio 2020. La protesta è stata organizzata contro il governo indiano che stava costruendo una strada di collegamento con il Tibet a Lipulekh, territorio conteso tra India e Nepal.
Foto AP / Niranjan Shrestha

Il Nepal ha pubblicato una nuova mappa nazionale che incorpora delle aree rivendicate dalla vicina India, suscitando feroci critiche da parte di Nuova Delhi. In ballo ci sono circa 300km di terra montuosa che comprendono Lipulekh, Limpiyadhura e Kalapani, piccolo tratto di terra contesa situata sul confine nord-ovest tra Cina e India.

La disputa cartografica si basa su diverse interpretazioni del trattato firmato dalla British East India Company con il re del Nepal nel 1816, che stabiliva il confine tra i due paesi. Sebbene entrambe le parti abbiano rivendicato a lungo il territorio come proprio, mercoledì il Nepal ha pubblicato per la prima volta una mappa che include l’area controversa.

Già nel lontano 1981, i due paesi avevano formato un comitato tecnico congiunto per risolvere i problemi lungo il confine di 1.800km. Dopo che sono state redatte 182 mappe, il comitato è stato sciolto nel 2008. Le due nazioni dunque non raggiunsero mai ad un accordo su Kalapani e Susta, situate nella regione centro-meridionale del Nepal.

Cartina dell’area rivendicata dal Nepal e dall’India.
Fonte: Nikkei

La disputa si è accesa l’8 maggio, quando il ministro della Difesa indiano Rajnath Singh ha inaugurato una strada di 80km di recente costruzione che collega la Dharchula indiana alla regione autonoma tibetana attraverso il passo di Lipulekh, che fa parte dell’area contestata. L’India si aspetta che la rotta faciliti il ​​commercio e il movimento dei pellegrini hindu nel lago Mansoravar, situato in Tibet.

Questo ha scatenato la rabbia di centinaia di manifestanti nepalesi che sono scesi in strada in tutto il paese, opponendosi all’inaugurazione indiana, bruciando l’effigie del Primo Ministro Narendra Modi e definendola una violazione della loro sovranità territoriale.

Discussione post-pandemia?

Il Primo ministro indiano Narendra Modi e il Primo ministro nepalese Khadga Prasad Sharma Oil.
Fonte: BBC hindi

Il Nepal ha risposto rapidamente. Il 9 maggio, il ministro nepalese degli Esteri ha rilasciato una dichiarazione chiedendo all’India di “astenersi dallo svolgere qualsiasi attività all’interno del territorio del Nepal”. Secondo l’India, la sezione stradale inaugurata si trova “completamente” nel suo territorio. Tuttavia, il Primo ministro Modi ha confermato che i due paesi ne avrebbero discusso quando sarebbe stato possibile, alla fine della pandemia.

“Entrambe le parti stanno organizzando i colloqui che si terranno dopo che i governi avranno affrontato con successo la sfida dell’emergenza Covid-19”

ha affermato il ministero degli Esteri indiano in una dichiarazione

Martedì il Primo Ministro nepalese KP Sharma Oli ha insinuato che l’India stia facendo la prepotente: “Non lasceremo Lipulekh, Limpiyadhura e Kalapani. Questa è la nostra terra e la rivendicheremo. Non è una terra contesa, è la nostra terra. L’India ha creato polemiche inutili rivendicandola come sua. Questo governo farà sforzi concreti per recuperare tutti i territori”.

Persino la Cina è intervenuta con il portavoce del ministro degli Esteri cinese Zhao Lijian che ha dichiarato: “Speriamo che i due paesi risolvino i loro problemi in modo adeguato attraverso consultazioni amichevoli e si astengano dal prendere qualsiasi azione unilaterale che possa complicare ulteriormente la situazione”.

Mercoledì scorso, il Nepal ha svelato ufficialmente la sua mappa nazionale rivista e ampliata, una mossa che il ministro degli Esteri indiano ha prontamente criticato come “unilaterale” e priva di “fatti e prove storiche”. “Tale allargamento artificiale delle rivendicazioni territoriali non sarà accettato dall’India”, ha aggiunto il ministro nella sua dichiarazione. Ma il Nepal non ha ancora spiegato perché le aree non fossero state precedentemente incluse nella sua mappa nazionale.

Conflitto tra India e Nepal, il gioco delle politiche interne

Diciamo che anche la politica interna del Nepal potrebbe aver contribuito ad alimentare la tensione. Oli, vicino alla Cina, ha combattuto per la sua vita politica di recente dopo che i rivali nel suo partito hanno minacciato la sua leadership.

Il dibattito riguardo la frontiera ha fornito un’utile distrazione alle numerose domande sulla cattiva gestione della pandemia da parte del governo. “Non c’è dubbio che Oli utilizzi questo a suo vantaggio”, ha dichiarato Akhilesh Upadhyay, ex capo redattore di The Kathmandu Post.

Anche l’India potrebbe aver bisogno di distrazioni. “L’inaugurazione della strada è stata un tentativo del governo Modi di distogliere l’attenzione dell’India dai fallimenti della politica [COVID-19]”, ha detto alla Nikkei Asian Review Ashok Swain, professore indiano presso il Dipartimento di Ricerca sulla pace e sui conflitti dell’Università svedese di Uppsala.

Gli studenti nepalesi che protestavano contro le rivendicazioni territoriali indiane l’anno scorso hanno chiesto le dimissioni del primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli.
Fonte: Nikkei

L’amicizia tra il Nepal e la Cina innervosisce l’India

“In questo caso l’ossessione dell’India per la Cina sta danneggiando l’interesse nazionale del Nepal perché l’India crede che il Nepal stia agendo così su richiesta della Cina”, ha detto Upadhyay. Mentre Cina e India perseguono una duplice politica di collaborazione e confronto, Swain crede che nazioni meno potenti come il Nepal dovranno prepararsi a superare alcuni dossi.

“I paesi più piccoli devono ricordare che se due elefanti combattono o fanno l’amore, l’erba soffre sempre”, ha detto.” Per paesi come il Nepal, è importante mantenere la propria politica basata sull’interesse nazionale e rimanere indipendenti senza schierarsi”.

Le azioni dell’India potrebbero andare a vantaggio della Cina. “Questo atteggiamento spinge ulteriormente i paesi himalayani dalla parte della Cina”, ha aggiunto. “La lotta per il dominio nella regione himalayana non farà che aggravare lo scontro aperto tra Cina e India”.

(Traduzione di Maria Casadei)

+ posts

Laureata Magistrale all’Università di Napoli L’Orientale, ho conseguito la laurea triennale all’Università di Venezia con la tesi “Ascetismo: i rituali della rinuncia”. I miei studi si sono concentrati soprattutto sullo studio della lingua Hindi e Urdu con un particolare interesse verso le religioni e le culture di questi due paesi. L’esperienza di studio presso l’Istituto Nazionale di Lingue e Civiltà Orientali di Parigi (INALCO) mi ha permesso di intraprendere lo studio della lingua telugu che mi ha portato ad avvicinarmi all’India del sud e, in particolare, alla sua evoluzione linguistica, letteraria e politica.