La guerra dei porti del indo pacifico

La guerra dei porti nell’Indo Pacifico è appena iniziata. 

Il fondo statunitense supporterà lo sviluppo di un terminal di acque profonde per container nel porto di Colombo, nello Sri Lanka. Una mossa che è parte di un scenario più ampio

La Development Finance Corporation (Dfc) degli Stati Uniti ha annunciato che finanzierà con 553 milioni di dollari un terminal per container in acque profonde nel porto di Colombo, nello Sri Lanka. Il porto sarà di proprietà e gestito dal colosso indiano Adani Ports & Special Economic Zones Limited (Apsez) e avvicinerà la concorrenza di Stati Uniti e Cina all’India.

Fino alla recente bancarotta e al cambio di governo, lo Sri Lanka era pesantemente indebitato verso la Cina, e i prestiti insostenibili della Cina erano una delle ragioni della crisi del debito del Paese. L’agenzia americana “si è impegnata a finanziare la Colombo West International Terminal Private Limited per sostenere lo sviluppo del West Container Terminal in acque profonde situato all’interno del porto di Colombo”, si legge in una dichiarazione di mercoledì. Adani Ports & Special Economic Zones Ltd., che fa parte del gruppo Adani, deterrà una quota del 51% del terminal. La John Keells Holdings dello Sri Lanka avrà una quota del 34%, mentre il restante 15% sarà detenuto dalla Sri Lanka Ports Authority. Il finanziamento non farà ricorso a garanzie sovrane, il che significa che un eventuale fallimento dell’iniziativa non avrà ripercussioni sul delicato bilancio dello Sri Lanka.

La Dfc è un’agenzia federale lanciata dagli Stati Uniti come parte del Better Utilization of Investment Leading to Development (Build), approvato come contrappeso alla massiccia campagna cinese di costruzione di infrastrutture globali, nota come Belt and Road Initiative (Bri). “Lo Sri Lanka è uno dei principali snodi di transito del mondo, con la metà di tutte le navi portacontainer che transitano attraverso le sue acque. L’impegno di Dfc di 553 milioni di dollari in prestiti al settore privato per il West Container Terminal amplierà la sua capacità di spedizione, creando maggiore prosperità per lo Sri Lanka – senza aumentare il debito sovrano – rafforzando allo stesso tempo la posizione dei nostri alleati in tutta la regione”, ha affermato Scott Nathan, amministratore delegato di Dfc. Per Adani il finanziamento da parte del governo americano è un segno di fiducia dopo le accuse del gruppo Hindenberg secondo cui le azioni Adani sarebbero state sopravvalutate a causa della manipolazione dei prezzi da parte della famiglia Adani. Queste accuse hanno spazzato via miliardi di dollari dal valore del gruppo sul mercato azionario.

Il porto di Colombo è uno dei più trafficati dell’Oceano Indiano e quasi la metà delle navi porta-container transitano attraverso le sue acque. È anche il punto di trasbordo chiave per l’India, che ora sta sviluppando le isole Andamane e Nicobare come alternativa allo Sri Lanka. La collaborazione tra Stati Uniti e India è un primo segno della collaborazione dei due paesi nello sviluppo marittimo. Si prevede che alla fine gli Stati Uniti e i loro alleati, in particolare il Quad, svolgeranno un ruolo importante nello sviluppo dei porti di Andamane e Nicobare, un punto di strozzatura nello stretto di Malacca dove transita oltre il 53% dell’energia cinese. Andamane e Nicobare sono oltre 800 isole indiane che controllano le principali rotte marittime internazionali dall’Oceano Indiano al Pacifico Occidentale.

Di recente Adani ha rilevato anche il porto di Haifa in Israele, causando attriti anche tra Cina e Israele. Si prevede che Adani Ports & Special Economic Zones Ltd. sarà un attore importante nel prossimo corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (Imec), annunciato durante il G20 a Delhi. L’Imec risparmierà 16 giorni di tempo di trasporto e fino al 40% dei costi per le merci dall’India all’Europa ed eviterà il canale di Suez, ma la sua fattibilità è ora oscura dato il conflitto israeliano con Hamas.

Questo sviluppo arriva anche in un momento importante in cui le Maldive hanno eletto un presidente anti-India e filo-Cina, indebolendo la posizione dell’India nell’Oceano Indiano. Si prevede che il porto costerà 1 miliardo di dollari e sarà operativo entro la fine del 2024.

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Vas Shenoy è un studioso di rapporti Europa-India. Durante gli ultimi 22 anni della sua carriera ha lavorato per la gestione di aziende e progetti nei campi della tecnologia informatica, dell’energia rinnovabile e della cooperazione e sviluppo in più di oltre trenta paesi in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia collaborando con governi, la Banca Mondiale e enti ONU. Vas è il Presidente dell'Associazione Sākshi e della Glocal Cities ONLUS.