India-Giappone: un’alleanza decennale

I due leader Narendra Modi e Shinzo Abe
Fonte: Facebook

Fino a pochi decenni fa se avessimo pensato ad un’alleanza tra India e Giappone ci sarebbe sembrata impossibile: d’altronde durante la guerra fredda il Giappone era alleato con gli Stati Uniti, mentre l’India, anche se ufficialmente non schierata, strizzava l’occhio all’Unione Sovietica. 

Tuttavia, a partire dagli anni ’90 i due Paesi hanno iniziato a dialogare sempre più frequentemente, specie dopo l’ascesa della Cina. 

I rapporti tra i due Stati hanno perdurato nonostante i test nucleari effettuati nel 1998 dall’India, a cui il Giappone era fortemente contrario.

Secondo Daniel Twining, consigliere del German Marshall Fund of the United States, il sodalizio India-Giappone è stato possibile per la mancanza di una storia coloniale tra i due Paesi. Un accordo simile tra il Giappone e la Corea, ad esempio, non sarebbe stato così facile da ottenere.

La cooperazione in campo economico ha subìto un’accelerata dai primi anni del XXI secolo. Nel 2006, in seguito alla visita dell’allora premier indiano Manmohan Singh, è stato firmato il “Joint Statement Towards Japan-India Strategic and Global Partnership”. Nel 2007 i due Stati hanno raggiunto un’intesa strategica di fondamentale importanza che, a detta di entrambi, “costituirà un pilastro fondamentale per “l’architettura futura” dell’Asia.

Nel 2016 il primo ministro indiano Narendra Modi ha concluso un accordo con il primo ministro giapponese Shinzo Abe autorizzando la vendita all’India di impianti nucleari progettati in Giappone, per scopi pacifici. È la prima volta che il Giappone, in quanto unico Paese ad essere stato colpito dalla bomba atomica, firma una simile alleanza con uno Stato che non ha firmato il trattato di pacificazione nucleare.

I due leader Narendra Modi e Shinzo Abe
Fonte: Ambasciata indiana di Tokyo

Uno dei maggiori punti di incontro tra i due Paesi sembra essere lo sviluppo tecnologico, in particolare entrambi volgono lo sguardo verso un tipo di società nuova in cui le tecnologie avanzate possano migliorare la qualità della vita del singolo e dare una mano in ambito industriale. 

Nell’ottobre 2018 è stata quindi lanciata la Japan-India Digital Partnership, una cooperazione volta al miglioramento delle infrastrutture digitali. Il centro nevralgico della start-up si troverà a Bangalore, la capitale dello stato indiano meridionale del Karnataka.

L’India e il Giappone hanno tenuto l’incontro inaugurale dell’India-Japan Foreign and Defence Ministerial Dialogue (2+2) a novembre 2019 per discutere, tra le altre cose, di un potenziale incremento di difesa e sicurezza. Questa riunione ha rappresentato una novità in quanto è stata la prima ad essere presieduta dai rappresentanti dei Ministeri della Difesa e degli Affari Esteri.

“L’incontro 2+2 garantirà un’opportunità alle due parti di rivedere le vecchie idee e scambiarsene di nuove sulla cooperazione per l’incremento della difesa e della sicurezza tra India e Giappone per poter dare un nuovo spessore all’India-Japan Special Strategic and Global Partnership.”

Dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri indiano

Negli ultimi anni i leader dei due Paesi si fanno visita l’un l’altro di frequente. Tuttavia, il soggiorno del premier giapponese Shinzo Abe previsto per dicembre 2019 è stato posticipato a causa delle violente proteste a Gauhati, proprio dove Abe avrebbe incontrato Mori, dovute al malcontento per la legge per la cittadinanza.

Per quanto riguarda la sicurezza bilaterale, i due Paesi stanno negoziando un accordo che permetterebbe alle forze militari di entrambi lo scambio di materiale logistico.

Il legame tra India e Giappone non si è fermato neppure per il COVID-19: sembrerebbe che i due leader abbiano discusso sul futuro post virus:

“Ho avuto una fruttuosa conversazione con il mio amico, il primo ministro giapponese @abeshinzo sulla pandemia COVID-19. La Speciale Cooperazione Strategica e Globale India-Giappone può aiutare a sviluppare nuove tecnologie e nuove soluzioni per il mondo post-COVID, per i nostri popoli, per l’area indo-pacifica, e per il pianeta. [sic]”