India e Sri Lanka: la nuova dinamica dell’Oceano Indiano

Sri Lanka 2021: nuova traiettoria politica

Lo stato dello Sri-Lanka sta senza dubbio attraversando una delicata fase di transazione politica, nella quale il governo eletto nel 2019 e il neo-Parlamento, creatosi qualche settimana fa, stanno delineando uno scenario politico a dir poco inquietante.

Mappa dell’India
Fonte: Mackinnon Mackenzie Shipping Company

Alle ultime elezioni, la famiglia Rajapaksha, rappresentata dallo Sri Lanka Podujana Party (SLPP) o Sri Lanka People Front, si è aggiudicata 145 seggi su un totale di 225. Mentre l’ United National Party (UNP), presieduto da Ranil Wickremesinghe, non ha guadagnato nemmeno un seggio, la vera opposizione costituita dal Samaji Jana Balavegaya (SJB) ha vinto 54 seggi, formando così il 23,9% del Parlamento. La Tamil National Alliance (TNA), invece, apparentemente forte nelle regioni a nord ed a est dove si parla la lingua tamil, ha guadagnato soltanto 10 seggi.

La famiglia Rajapaksha viene considerata una famiglia centrata politicamente, che non possiede però un reale supporto da parte della popolazione singalese. Le ultime elezioni hanno confermato ciò che si sospettava e temeva già nel 2019, palesando uno scenario politico allarmante, in cui si assiste al declino dei partiti tradizionali e alla nascita di un sistema governato solamente da due forze politiche.

Si prevede che in questa prossima fase, in cui la famiglia Rajpaksha continuerà a governare indisturbata su tutta l’isola, saranno prese scelte precise e mirate, tra cui l’abolizione del 20° emendamento e il focus sul 19°, introdotto nel 2015, che mira a rafforzare i poteri del Parlamento e del Presidente. Optare per questa linea politica significherebbe sostituire il vecchio sistema con la creazione di un centro politico dove il gabinetto detiene potere esecutivo illimitato senza restrizioni. Importanti cambiamenti, dunque, che appannano l’immagine di stato che lo Sri Lanka aveva costruito fino ad oggi: cittadini protetti e garantiti da un parlamento e da istituzioni democratiche che, combattendo all’unisono, fronteggiano le guerre e la violenza politica, ormai considerati un habitué per il paese.

Tuttavia, questa promettente nuova fase di governance per i fratelli Rajapaksha non inizia nel miglior dei modi. Anche se l’attuale crisi economica non è una condizione del tutto sconosciuta al paese, i dati di oggi sono così severi che riportano il debito pubblico al 83 % se non, per alcuni, al 100%. Se lo Sri Lanka, alquanto indebolito, era già alle prese con la recessione all’inizio del 2020, la pandemia dovuta al COVID-19 ha ulteriormente intensificato e peggiorato la crisi non solo nel paese, ma nell’intera regione, India compresa. L’economia dell’isola è intimimamente legata all’economia indiana e mondiale, che oggi soffre un calo dell’offerta lavorativa e l’aumento del costo della vita, che hanno inevitabilmente portato ad una crisi sociale. Perciò si parla di “crisi triplice”: economica, sociale e politica. Come il coronavirus ha ben dimostrato, lo Sri Lanka non fa eccezione, l’economia ha indotto una profonda disgregazione sociale globale, evidenziata per esempio dalle ultime vicende avvenute negli Stati Uniti. La combinazione di queste tre crisi determinerà la traiettoria politica della famiglia Rajapaksha nell’anno 2021.

I rapporti tra India e Sri Lanka

Narendra Modi e Mahinda Rajapaksha
Fonte: Mahinda Rajapaksha

Il Primo Ministro dell’India, Narendra Modi, fu il primo a congratularsi con un tweet con Mahinda Rajapaksha per la sua elezione. “Questa forza politica non altera i rapporti con l’India” afferma Surendra Kumar, Professore di Scienze Politiche all’Università di Bangalore, e aggiunge: “Entrambi i governi beneficiano del loro reciproco sostegno nella regione”.

La relazione tra i due paesi è in continuo sviluppo, dal momento che l’India sta investendo pesantemente in Sri Lanka in quasi tutti i settori: commerciale, bancario, tessile, energetico e nel campo delle infrastrutture. Non solo, il vicino indiano provvede assistenza umanitaria in Sri Lanka, l’ultimo investimento pari a 3. 5 miliardi di dollari era volto a finanziare progetti di edilizia, rafforzamento della capacità abitativa e sviluppo del territorio.

Nonostante la crescente influenza della Cina e del Pakistan sull’isola, fonte di seria preoccupazione per la vicina India, le relazioni tra i due paesi stanno passando al livello successivo grazie all’accordo economico-tecnologico che prevede cooperazione in ambito tecnico, commerciale e delle infrastrutture. Un altro passo importante è stata la costruzione di un terminal per navi container, l’East Container Terminal, nel porto di Colombo, capitale dell’isola di Ceylon. Questo accordo, fortemente voluto dallo Sri Lanka, è stato firmato a maggio 2019 dall’India e dal Giappone, con il quale l’isola coopera già dagli anni ’80 per realizzare questo progetto. L’ impresa dell’East Container Terminal gioverà non poco all’economia singalese, incrementando soprattutto gli scambi commerciali con l’India che oggi, secondo il Sri Lanka’s Part Authority (SLPA), rappresentano il 70% del business del porto di Colombo.

Quest’arguta scelta politica da parte dell’India e del Giappone potrebbe essere interpretata come un tentativo per neutralizzare la crescente influenza della Cina nell’Oceano Indiano, che ha investito miliardi nella Nuova Via della Seta (Belt and Road Initiative), piano di infrastrutture lanciato nel 2013 con lo scopo di migliorare e potenziare gli scambi ed i rapporti commerciali con i paesi dell’Eurasia.

Laureata Magistrale all’Università di Napoli L’Orientale, ho conseguito la laurea triennale all’Università di Venezia con la tesi “Ascetismo: i rituali della rinuncia”. I miei studi si sono concentrati soprattutto sullo studio della lingua Hindi e Urdu con un particolare interesse verso le religioni e le culture di questi due paesi. L’esperienza di studio presso l’Istituto Nazionale di Lingue e Civiltà Orientali di Parigi (INALCO) mi ha permesso di intraprendere lo studio della lingua telugu che mi ha portato ad avvicinarmi all’India del sud e, in particolare, alla sua evoluzione linguistica, letteraria e politica.