India e Israele sempre più vicini grazie alla pandemia

Aiuti sanitari israeliani pronti per essere spediti in India
Fonte: The Times of Israel

L’avvento della pandemia di COVID-19 e, in particolare, la recente ondata che ha travolto l’India a metà marzo facendo registrare più di 414,000 contagi al giorno, non ha fatto altro che ribadire e rinforzare i legami diplomatici tra il subcontinente asiatico e Israele. Infatti, sin dai primi mesi del 2020, i due paesi si sono aiutati vicendevolmente facilitando il rimpatrio dei rispettivi turisti e inviando continui aiuti sanitari.

Negli ultimi anni, i rapporti tra India e Israele si sono costantemente rafforzati anche grazie alla reciproca simpatia dei due primi ministri, Narendra Modi e Benjamin Netanyahu. Sin dall’inizio del contagio, tra i due sono intercorse numerose telefonate atte a cementare non solo la loro amicizia, ma anche l’alleanza politica e strategica dei due paesi tramite una serie di aiuti per fronteggiare l’emergenza COVID-19. Nei primi giorni della pandemia, l’India aveva inviato in Israele cinque tonnellate di idrossiclorichina e clorochina, due farmaci antimalarici inizialmente usati per curare il COVID-19. Successivamente, nell’agosto scorso, Israele ha iniziato ad assistere il paese di Modi donando non solo il semplice equipaggiamento di protezione ma anche sofisticati macchinari che trattano i pazienti in modo remoto al fine di ridurre il rischio di trasmissione del virus, e altri avanzati dispositivi sanitari che utilizzano intelligenza artificiale.

Grazie alla cooperazione tra l’Ambasciata Israeliana a Nuova Delhi e l’ambasciatore indiano a Tel Aviv, tra aprile e maggio 2021, Israele ha inviato in India tre spedizioni di aiuti contenenti centinaia di generatori di ossigeno di gruppo e individuali, respiratori, e farmaci. In aggiunta, la compagnia di telecomunicazioni israeliana Amdocs ha donato 150 generatori di ossigeno, mentre, l’organizzazione umanitaria ebraico-americana American Jewish Joint Distribution Committee ha inviato equipaggiamento sanitario alla comunità ebraica di Mumbai, ventilatori agli ospedali di Ahmedabad, e sta continuando a raccogliere fondi per poter distribuire ossigeno, mascherine a altri dispositivi.

In seguito alle ultime donazioni, il Ministro degli Esteri israeliano, Gabi Ashkenazi, ha commentato l’attuale assistenza medica come l’espressione del rapporto di amicizia dei due paesi nei momenti difficili alludendo sia alla terribile ondata di contagi che sta travolgendo l’India, sia alla recente situazione di sicurezza in Medio Oriente. Infatti, il paese di Modi, per confermare la vicinanza a Israele, è stato tra le 15 nazioni che si sono astenute dal votare una risoluzione del Consiglio dei Diritti Umani alle Nazioni Unite per iniziare un’indagine su presunti crimini di guerra compiuti da Israele negli undici giorni di conflitto contro Hamas. Il rappresentante permanente dell’India presso le Nazioni Unite, Indra Mani Pandey, durante la recente sessione speciale tenuta dall’ONU, ha accolto favorevolmente gli sforzi diplomatici della comunità internazionale che hanno portato a un cessate il fuoco, e ha invitato le parti alla moderazione nel giudicare il conflitto.

Il rapporto tra i due paesi, rinforzatosi dopo l’ascesa di Modi, ha trovato nell’epidemia di COVID-19 e nei reciproci aiutati sanitari una buona opportunità per consolidarsi e mostrarsi allo scenario internazionale. Come ha ricordato Ashkenazi, l’alleanza tra India e Israele si basa su importanti obiettivi comuni in termini economici, politici, strategici.

Da una parte, l’India gioverà dello sviluppo scientifico di Israele grazie ad accordi come il Memorandum firmato lo scorso settembre volto ad accelerare la cooperazione e l’innovazione tecnologica dei due paesi, e, il più recente accordo bilaterale nel settore dell’agricoltura. Questo nuovo progetto di collaborazione permetterà di istituire centri di eccellenza dove i contadini indiani saranno formati sulle più moderne tecniche agricole israeliane. D’altro canto, Israele beneficerà del supporto politico, strategico e diplomatico indiano. Infatti, dal 2014, l’India ha notevolmente aumentato l’acquisto di armi e tecnologie militari israeliane e largamente supportato il paese di Netanyahu nelle sue scelte di politica estera in Medio Oriente.

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Mi chiamo Giulia Dal Bello e sono laureata in Lingue, Società e Letterature dell'Asia e dell'Africa mediterranea all'Università Ca'Foscari di Venezia. Ho conseguito un Master in Studi Palestinesi all'Università SOAS di Londra. Mi sono dedicata in particolare allo studio dell'Orientalismo in India e al ruolo delle Organizzazioni Internazionali e dell'UNRWA nell'ambito delle relazioni israelo-palestinese.