Cereali indiani: cresce l’esportazione ma non verso UE

L’India è uno dei maggiori produttori ed esportatori di prodotti cereali al mondo. Tra i cereali coltivati più importanti vi sono: grano, miglio (Bajra), orzo e mais, ma è certamente il riso ad occupare la fetta più grande di mercato. In precedenza, nel 2008, l’India aveva imposto il divieto di esportazione di riso, grano e simili per soddisfare le esigenze interne, ma oggi il riso basmati e non occupa la quota maggiore dell’esportazione totale di cereali in India con il 95,7%.

Nonostante la pandemia globale e problemi nel commercio con l’Iran, l’industria del riso in India ha registrato un aumento delle esportazioni in tutto il mondo tra aprile e dicembre 2020 rispetto al corrispondente periodo del 2019. Secondo i calcoli, il Paese ha esportato 3,08 milioni di tonnellate di riso basmati (da aprile a dicembre 2020) rispetto ai 2,58 milioni di tonnellate del periodo di nove mesi del 2019.

Haryana è uno dei maggiori produttori ed esportatori insieme alla zona di Karnal, un importante centro di produzione di riso basmati. I commercianti sperano che, se gli scambi con l’Iran torneranno alla normalità, il settore verrà stimolato ulteriormente. Nel 2020 circa 3,08 milioni di tonnellate sono state esportate a livello globale, ma solo 0,5 milioni di tonnellate in Iran”, afferma Vinod Kaul, direttore esecutivo dell’All India Rice Exporters’ Association (AIREA).

I commercianti ammettono che il blocco causato dal Covid ha contribuito molto all’aumento delle esportazioni. “Anche se i principali competitori nel commercio del riso hanno vietato le esportazioni per qualche tempo a causa di problemi di sicurezza alimentare, l’India non lo ha fatto, di conseguenza l’esportazione indiana è aumentata”, aggiunge Kaul. A ciò si unisce inoltre il fatto che i più significativi concorrenti in questo commercio, Thailandia e Vietnam, hanno dovuto affrontare una forte siccità che ha portato al calo della produttività del riso.

Ordini importanti vengono fatti non solo dai vecchi acquirenti, ma anche da nuovi Paesi. “Abbiamo ricevuto grossi ordini dai paesi africani durante il lockdown. Nell’attuale anno fiscale fino a dicembre, i paesi africani hanno acquistato 5,5 milioni di tonnellate di riso rispetto ai 2,2 milioni di tonnellate dell’anno precedente”, afferma Vijay Setia, ex presidente dell’AIREA. “Speriamo in un ulteriore aumento”, afferma Kaul. Spiega infatti che i prezzi del riso indiano non basmati sono bassi rispetto a quelli dei concorrenti, attirando così più clienti. A causa della crisi sanitaria infatti moltissimi governi, come ad esempio quello russo, si son visti costretti ad aumentare le tasse sull’esportazione.

L’India ha assistito a sua volta ad un calo delle esportazioni verso l’Unione Europea tra il 2018 e inizio 2020 a causa degli elevati residui di pesticidi nel riso. Setia afferma che il residuo viene portato entro i parametri prescritti grazie agli sforzi dell’Autorità per lo sviluppo delle esportazioni di prodotti alimentari agricoli e processati (APEDA), AIREA e alla cooperazione degli agricoltori. Ritesh Sharma, scienziato della Basmati Export Development Foundation, una parte dell’APEDA, afferma che sono necessari sforzi collettivi per affrontare il problema degli elevati residui di pesticidi nel riso e ripristinare il commercio con l’Europa com’era.

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Sono Valery Gogliucci, nata in Irpinia il 16/07/97, studentessa presso "L'Orientale" affacciatasi verso l'est grazie all'amore per il cinema e l'animazione, ma che stranamente non studia giapponese. Il mio percorso accademico s'è infatti concentrato sulla Corea del sud, l'India ed in generale sulle religioni e filosofie orientali. Al momento sto scrivendo la tesi di laurea sulla simbologia legata al mondo femminile in India