Approvata legge che riserva seggi

Approvata Legge che Riserva Seggi alle Donne Legislatrici

Nel corso della giornata del 21 settembre, i legislatori indiani hanno compiuto un passo epocale con l’approvazione della prima legislazione considerata nel nuovo edificio del Parlamento del paese: il Women’s Reservation Bill, 2023. Questo disegno di legge, che ha ottenuto l’approvazione quasi unanime di entrambe le camere del Parlamento con soli due voti contrari, è destinato a garantire che almeno il 33 per cento dei seggi nelle assemblee legislative statali e nella Lok Sabha, la camera bassa del Parlamento, siano occupati da donne.

Secondo Susan Ferguson, rappresentante dell’UN Women in India, raggiungere una massa critica del 30 per cento di rappresentanza femminile in Parlamento è noto per portare a risultati positivi per l’empowerment delle donne. Al momento dell’approvazione del disegno di legge, solo circa il 14 per cento dei legislatori della Lok Sabha erano donne, un dato che, sebbene rappresentasse la percentuale più alta dal momento dell’indipendenza dell’India, rimaneva significativamente al di sotto della media globale del 26,5 per cento.

Tra le assemblee legislative statali, il Chhattisgarh ha mostrato il livello più elevato di legislatori donne, con il 18 per cento, mentre realtà come l’Himachal Pradesh presentano una situazione in cui solo una legislatora è presente, e il Mizoram non ha rappresentanza femminile.

Il Women’s Reservation Bill, ora legge dopo aver ricevuto l’assenso della Presidente dell’India, Droupadi Murmu, richiede che il 33 per cento dei seggi nelle assemblee e nella Lok Sabha siano riservati esclusivamente alle candidate donne. La legge entrerà in vigore dopo la pubblicazione del prossimo censimento indiano, la cui data deve ancora essere fissata, e rimarrà in vigore per 15 anni. Va notato che la legge non influirà sui seggi del Rajya Sabha, la camera alta del parlamento, dove le donne costituiscono solo il 13 per cento dei membri.

Attrice Hrishita Bhatt commenta sulla approvazione della legge

Il percorso verso questa storica legislazione è stato lungo e complesso. La prima versione di un Women’s Reservation Bill è stata presentata al parlamento nel 1996, e, come sottolinea Asha Bajpai, ex decano fondatore e professore di legge presso il Tata Institute of Social Sciences di Mumbai, “quasi ogni amministrazione ha cercato di approvarlo”.

L’approvazione di questa legge è stata accolta con entusiasmo e considerata come una giornata storica da parte di Asha Bajpai, ora docente ospite. Si prevede che tale normativa consentirà una maggiore partecipazione delle donne nella formulazione delle politiche e nella governance equa a livello sia statale che nazionale, offrendo così una voce alla stragrande maggioranza della popolazione per contribuire a determinare il corso delle loro vite.

Questo atto legislativo mette l’India sulla mappa insieme ad altri 64 paesi che hanno adottato leggi simili, sottolineando il impegno verso l’uguaglianza di genere in politica. L’esempio del Ruanda, che ha visto le donne occupare il 64 per cento dei seggi parlamentari dopo l’implementazione di una quota del 30 per cento nel 2003, dimostra come tali iniziative possano portare a un’autentica parità di genere in ambito politico.

In conclusione, l’India ha compiuto un passo coraggioso e significativo, inviando un chiaro messaggio al mondo che l’uguaglianza di genere non è solo un obiettivo essenziale, ma anche raggiungibile attraverso azioni decise come il Women’s Reservation Bill.

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