L’India sconfigge il COVID (di nuovo) e raggiunge 750 mil. vaccinazioni. (16 sett.)

Il 16 Settembre, l’India raggiunge la straordinaria cifra di ben 750 milioni di dosi di vaccino effettuate, della quale 100 milioni somministrate solo negli ultimi 13 giorni. Erano con questi risultati importanti che era iniziata la visita di Mansukh Mandaviya a Roma per la riunione dei ministri della salute del G20. Il neo ministro, responsabile per la salute di quasi 1.3 miliardi di persone, è stato nominato il Ministro della Salute e del Benessere familiare il 7 Luglio 2021, dopo le dimissioni di Harsha vardhan a causa delle critiche a suo carico per la gestione della seconda ondata pandemica in India.

Oltre alla partecipazione ai vari eventi del G20, il Ministro ha partecipato ad un incontrato con Roberto Speranza, Ministro della Salute Italiano, in cui è stato concordato l’incremento di una collaborazione tra i due paesi nei campi sanitari e medici. È stata richiesta anche la possibilità per gli studenti indiani vaccinati di rientrare in Italia, essendo questa ancora una forte restrizione del governo italiano. Il ministro Indiano ha inoltre invitato le aziende Italiane ad investire in India, mercato enorme e paese tra i più popolosi al mondo. 

La ripresa Indiana

Dopo la prima ondata di COVID, l’India (che produce più del 60% dei vaccini a livello internazionale), ha iniziato una politica di vaccinazioni ed esportazioni di vaccini a GAVI, ha proposto tante iniziative internazionali e durante il primo summit del Quad, Biden (orgoglioso dei risultati), ha dichiarato di voler iniziare un programma di produzione vaccinale in India al fine di somministrare le dosi del vaccino a quasi tutta la popolazione del Sud Est Asiatico e dell’Africa. La seconda ondata è stata però devastante per il paese. La politica “Vasudhaiva Kutumbakam” (tutto il mondo è una famiglia) è stata fortemente criticata dalla stampa internazionale che ha accusato il governo Modi di ignorare i bisogni dei cittadini per il solo scopo di mostrare una bella facciata a livello internazionale. Immagini strazianti di crematori a cielo aperto e di file infinite fuori dagli ospedali sono state pubblicate al fine di screditare una politica che era necessaria per il controllo della pandemia a livello globale. In questo ambito, Harsh Vardhan, il Ministro della Sanità, si e dimesso, e Modi ha nominato Mandaviya per ricoprire il ruolo più sensibile nel paese.

On.Mansukh Mandaviya, Ministro della salute, India

Il pressing continua

Oggi, con 750 milioni di dose somministrate (181m persone che hanno ricevuto due dosi, 13,3% della popolazione completamente vaccinata, i restanti solo una dose), l’India raggiunge da sola un traguardo stravolgente, numericamente uguale alla somma delle vaccinazioni di ben 18 tra i paesi più importanti (sorgente COVIDAX.live: 18 paesi contano 8.17 mil. di dosi al giorno, l’India conta 8.54 mil. di dosi al giorno).  Il paese ha una media di 254 morti al giorno per una popolazione di 1,3 miliardi. Questa notizia non trova però spazio nei quotidiani, sarebbe infatti scomodo rispondere a troppe domande. Com’è possibile che un paese così povero abbia raggiunto un target più ampio di tutti gli altri paesi  sviluppati?

È anche vero che dopo le critiche, il governo indiano ha smesso di esportare  i vaccini per dare priorità agli Indiani, ma continua il pressing della GAVI (Alleanza internazionale dei Vaccini) e dell’ OMS, che vogliono fermamente che il governo Indiano ritorni ad esportare i vaccini a tutti gli altri paesi bisognosi. La politica di Modi però, dopo tutte le critiche ricevute a livello mondiale, adesso mira a salvaguardare il proprio popolo prima di tutto il resto, in quanto la sua generosità all’inizio della pandemia non è stata recepita bene. 

La farmacia del mondo

L’India, farmacia del mondo, continua ad evolversi in ambito medico e sta sperimentando con ZyCoV-D il primo vaccino DNA che verrà somministrato senza aghi, a livello cutaneo. Continuano le ricerche dei vaccini per il vaiolo, la malaria e la tubercolosi, un male che purtroppo ancora oggi causa migliaia di morti nei paesi Africani e sud Asiatici.

Detto ciò, il Ministro Mandaviya, un uomo mite e umile, è arrivato a Roma con pochissima pubblicità per disquisire con i colleghi del G20 su tutti i prossimi passi in ambito medico per la salute mondiale. È un peccato che solo pochi abbiano riconosciuto la sua bravura e la sua tenacia nella gestione di una situazione praticamente impossibile e che nessuno si sia congratulato con lui pubblicamente. 

Website | + posts

Vas Shenoy è un studioso di rapporti Europa-India. Durante gli ultimi 22 anni della sua carriera ha lavorato per la gestione di aziende e progetti nei campi della tecnologia informatica, dell’energia rinnovabile e della cooperazione e sviluppo in più di oltre trenta paesi in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia collaborando con governi, la Banca Mondiale e enti ONU. Vas è il Presidente dell'Associazione Sākshi e della Glocal Cities ONLUS.