Mulk Raj Anand, padre del romanzo indiano in lingua inglese

Mulk Raj Anand
Fonte: modernistarchives

Mulk Raj Anand, considerato il fondatore del romanzo indiano in lingua inglese, nacque il 12 dicembre 1905 a Peshawar, India (ora Pakistan) e morì il 28 settembre 2004 a Pune, India. 

Fu un illustre autore indiano di romanzi, racconti brevi e saggi di critica in lingua inglese ed è noto in particolar modo per la rappresentazione realistica ed empatica della gente indiana più povera. La vita dei villaggi, la spaventosa povertà della gente, il ferreo ordinamento sociale basato sulla differenza di casta, lo sfruttamento dei colonizzatori inglesi prima e successivamente dei ‘nuovi padroni’ indiani, la corruzione, le superstizioni e i tabù, sono presentati e descritti con rara potenza.

Studiò al Khalsa College (Amritsar), alla Punjab University, all’University College di Londra e all’Università di Cambridge. Dopo aver preso parte alla guerra civile spagnola nelle file della Brigata Internazionale, ha soggiornato per lunghi periodi in Francia, Germania, Austria e Belgio, venendo a contatto con vari circoli letterari e autori quali T. S. Eliot, H. Read, B. Dobrée, H. Laski, L. Woolf.

Anand era un socialista, infatti i suoi romanzi attaccano vari aspetti della struttura sociale indiana così come l’eredità del dominio britannico in India. Anche per questo i suoi primi romanzi andarono incontro alla censura per diversi anni.

La sua visione politica si intreccia quindi inevitabilmente alla sua scrittura; fu proprio la scelta di un tema sociale irritante e inusuale a determinare il successo del romanzo “Untouchable”, pubblicato nel 1935, che si colloca agli albori della felice storia della narrativa angloindiana. Il romanzo infatti, fu il primo romanzo di una certa levatura espresso dalla giovane letteratura postcoloniale.

Fra i suoi romanzi più importanti, “Untouchable”, Coolie (1936), “Two leaves and a bud” (1937), la trilogia “The village” (1939), “Across the black waters” (1940), “The sword and the sickle” (1942), e “The morning face” (1968); tra i racconti, le raccolte “The barber’s trade union and other stories” (1944), “Reflections of the golden bed” (1954) e “The power of darkness” (1966).

Anand riuscì nell’intento di riprodurre con veridicità lo scenario indiano, ma servendosi di una tecnica narrativa di derivazione occidentale, ispirata in particolare a Joyce e Virginia Woolf grazie gli studi avenuti in Inghilterra e alla frequentazione di circoli letterari come quello di Bloomsbury. 

“Il problema della democrazia liberale è che ha bisogno di molto tempo per maturare.”

Mulk Raj Anand, “The Private Life of an Indian Prince” (1969)
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