Letteratura dal Bangladesh: un nuovo punto di vista

Nella ricerca della sua identità, il Bangladesh è andato incontro a diverse fasi durante e dopo il dominio coloniale britannico. È dunque molto difficile rintracciare la storia della letteratura bengalese in lingua inglese; negli ultimi due secoli le pietre miliari storiche nel subcontinente hanno fatto sì che le identità di poeti e scrittori cambiassero radicalmente. 

La letteratura prodotta in lingua inglese in quell’area risale agli anni 60 dell’Ottocento (il primo romanzo in lingua inglese fu “Rajmohan’s Wife” di Bankim Chandra Chattopadhyay nel 1864), ma quella che chiamiamo distintamente letteratura bengalese viene generalmente fatta risalire al 1971, in contemporanea alla ufficializzazione del Bangladesh come nuovo Stato.

Fonte: dhakatribune.com

Della prima generazione di scrittori ricordiamo Syed Waliullah. Sebbene abbia scritto principalmente in Bangla, ha tradotto molti dei suoi lavori in inglese; ha inoltre scritto in inglese un romanzo, “The Ugly Asian” (che non è stato pubblicato fino al 2013 dalla Bangla Academy), e alcuni racconti. 

Tuttavia, è stata Razia Khan Amin, docente nel dipartimento di inglese dell’Università di Dhaka, che ha dimostrato la sua abilità letteraria bilingue in tenera età, scrivendo il suo primo romanzo bengalese, “Bot Tolar Upannayas”, quando aveva solo 18 anni. Il suo lavoro più importante in inglese, “Draupadi”, uscirà molti anni dopo.

Ma perché il Bangladesh non ha visto emergere un numero significativo di autori negli anni ’70 come le controparti dell’Asia meridionale, India, Pakistan e Sri Lanka?

Non è difficile per chiunque abbia familiarità con la storia del Bangladesh capire che la scrittura creativa in inglese non era molto popolare dopo la creazione dello Stato.  Questa tendenza è andata avanti negli anni ’80 e nei primi anni ’90.

Tuttavia, dalla metà degli anni ’90 alla fine degli anni 2000, la narrativa inglese di scrittori di origini del Bangladesh ha visto un boom considerevole. Come altri paesi dell’Asia meridionale, India e Pakistan, anche la cultura bengalese stava guadagnando popolarità in tutto il mondo. Quindi quando Monica Ali, una scrittrice britannica nata in Bangladesh, scrisse il suo romanzo di debutto, “Brick Lane”, un libro sull’ambiente immigrato di Londra attraverso gli occhi di due sorelle del Bangladesh, si è guadagnata il dovuto riconoscimento internazionale. 

Fu però verso la fine degli anni 2000 che una nuova ondata iniziò sia in patria che all’estero. Questa nuova generazione di scrittori sembra più politicamente consapevole e ha già mostrato un vero sforzo per limitare la storia della nuova nazione alla finzione. 

La scrittrice inglese-bengalese Tahmima Anam ha attirato una notevole attenzione sulla storia del Bangladesh con il suo romanzo d’esordio, “A Golden Age”, ambientato durante la guerra di liberazione del 1971. Il libro racconta la storia di una vedova di mezza età che fa tutto ciò che può, affrontando la morte e la distruzione, per proteggere i suoi due figli.

Indubbiamente, la narrativa inglese del Bangladesh si sta espandendo rapidamente. La diversità e l’energia che stanno esprimendo è qualcosa di cui la letteratura di qualsiasi paese dovrebbe essere orgogliosa.

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