Tecnologia critica: accordo tra India e Australia

Il termine “tecnologia emergente” può essere definito come lo sviluppo di nuove tecnologie o come il progresso all’interno di questo campo. La stampa 3D, l’intelligenza artificiale, la robotica, la nanotecnologia, la comunicazione wireless 5G, la terapia con cellule staminali  sono solo alcuni esempi di nuove tecnologie.

L’India può mirare a importanti vantaggi socio-economici grazie agli investimenti in questo settore. Un paese così velocemente in via d’espansione potrebbe finalmente rivestire un ruolo importante nell’economia mondiale. Inseguendo questa aspirazione, all’India non rimarrà da far altro che investire sulla qualità dell’istruzione, sulle università, nonché sulle infrastrutture di ricerca e sviluppo, luoghi cronicamente sottofinanziati in India, e ancora oggi in alto mare.

Nel 2015 è stata lanciata la National Supercomputing Mission del valore di  600 milioni di dollari per installare 73 supercomputer in tutto il paese entro il 2022. Il mondo dei supercomputer è estremamente affascinante, e possiamo capire quanto il loro utilizzo sia determinante per raggiungere alte prestazioni in vari campi. Essi vengono utilizzati principalmente per realizzare processi intensivi di calcolo, come previsioni meteorologiche, analisi molecolari, analisi fisiche (simulazioni di fluidodinamica, simulazioni di detonazioni nucleari, di astrofisica, etc). I militari e le agenzie governative di tutte le nazioni ne fanno solitamente un largo uso. Inoltre, pare che l’esercito indiano stia sviluppando sistemi militari avanzati come armi a energia diretta e piattaforme di combattimento con l’uso di aeromobili a pilotaggio remoto (droni).

Varie sono le startup emerse per la ricerca sulle tecnologie emergenti all’avanguardia. Diverse startup in India e in tutto il mondo stanno lavorando allo sviluppo di applicazioni pratiche utilizzando intelligenza artificiale, nanotecnologia e nanomedicina. Esse si presentano come un modo conveniente ed efficace per attrarre investimenti, poiché il capitale globale è costantemente alla ricerca di idee promettenti su cui investire. Tuttavia, contrariamente ai progetti delle grandi multinazionali,  le startup richiedono una anche minima partecipazione da parte del governo. Un governo che, come abbiamo notato, è spesso assente o distratto riguardo a temi di fondamentale importanza come l’istruzione o la ricerca.

Attualmente l’India spende solo circa lo 0,65% del suo PIL in attività di ricerca e sviluppo, che è meno di un terzo della spesa della Cina, e allo stesso modo anche l’istruzione superiore è in condizione di sofferenza. Basti pensare che le università pubbliche, assai più gettonate di quelle private, hanno una minima capacità di assunzione, e solitamente l’accesso all’istruzione superiore è un processo lento e a tratti tortuoso. Nel 2018 l’India ha speso solo il 3% del suo PIL per l’istruzione. La speranza è che le modifiche normative proposte nell’ambito della nuova politica educativa nazionale (NEP 2020) possano ridurre l’eccessivo iter burocratico e fornire una significativa autonomia agli istituti di istruzione in tempi brevi.

In sintesi, il settore della tecnologia emergente presenta sia sfide che opportunità per l’India.  Superare le sfide significherebbe cogliere l’opportunità di facilitare il percorso di scienziati e studenti rinnovando le loro strumentazioni, competenze i luoghi di ricerca e sviluppo a loro destinati. Queste tecnologie hanno il potenziale di fornire all’India la possibilità di saltare alla successiva “generazione tecnologica”, proprio come è accaduto per la telefonia mobile, che repentinamente- ma in ritardo rispetto ad altri paesi- soppiantò i telefoni fissi. E’ necessario che il governo si impegni concretamente a gestire quella che potrebbe essere una efficacissima innovazione socio-economica.

In giugno 2020 India e Australia hanno firmato un accordo riguardante gli affari informatici e la “tecnologia critica“, decidendo di lavorare per promuovere e preservare un internet aperto, libero, protetto e sicuro. Tra gli obbiettivi esiste anche quello di migliorare e potenziare il commercio digitale, sfruttando così al massimo le potenzialità della tecnologia in campo economico, ma senza dimenticare l’importanza della tecnologia in quanto veicolo costruttivo, su cui verte un’ enorme responsabilità.

“Come parte del vertice, sono stata lieta di unirmi alla mia controparte indiana, il ministro degli Affari Esteri S. Jaishankar, per una cooperazione sulle tecnologie critiche e abilitate alla tecnologia informatica tra lndia e Australia”.

Le parole della ministra australiana per gli Affari Esteri

Mi chiamo Davide Cava laureato alla magistrale in lingua e letteratura hindī presso l’Università “L’Orientale” di Napoli. Appassionato di poesia, musica e meditazione, suono l’harmonium e mi diletto nel canto. Nella mia tesi magistrale tratto della standardizzazione della hindī e della sua penetrazione nella sfera pubblica e politica dell'India.