LET’S TALK: Il futuro dei Rohingya – Parte II

Il Centro per la ricerca e l’informazione ha organizzato il 21 ° episodio del suo programma “Let’s Talk”, questa volta sul tema “Il futuro dei Rohingya” per celebrare i due anni di accoglienza di oltre 1,1 milioni di Rohingya sfollati in Bangladesh. L’evento si è tenuto il 9 settembre 2019, presso il Krishibid Institute Bangladesh, a Dacca. A questo evento hanno partecipato più di 250 giovani provenienti da tutto il Bangladesh, inclusi studenti, professionisti, titolari di servizi e rappresentanti di vari gruppi e associazioni giovanili.

Fonte: CRI

Questo programma ha fornito ai giovani partecipanti una piattaforma per porre domande e condividere opinioni e preoccupazioni riguardo alla vera esistenza nei campi di accoglienza e alla possibilità di una soluzione duratura. È stata un’iniziativa tempestiva quando i media sociali e la stampa diffondevano notizie che segnalavano che i Rohingya non erano disposti a tornare nel loro paese d’origine. Per rispondere alle loro domande, il Sig. Md Shahriar Alam, Onorabile Ministro dello Stato, Ministero degli Affari Esteri del Bangladesh e il Sig. Steven Corliss, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in Bangladesh sono stati invitati come relatori dell’evento. Il Let’s Talk era un evento di natura interattiva in cui i partecipanti non si limitavano a porre domande, ma condividevano anche preziose intuizioni e suggerimenti riguardanti la situazione dei Rohingya.

Fonte: CRI

L’evento è stato diviso in due segmenti. Nella prima parte, gli partecipanti si sono concentrati principalmente sullo scenario attuale in termini di operazione umanitaria, finanziamento, impatto sulla comunità ospitante e sull’ambiente. Nella seconda parte, l’attenzione si è concentrata invece sull’esplorazione delle possibilità di una soluzione duratura della crisi.

Prima dell’evento principale del 9 settembre, una delegazione composta da 10 giovani ha avuto l’opportunità di partecipare ad una visita agevolata dell’UNHCR ai campi Rohingya di Cox’s Bazar. Un breve documentario è stato girato durante la visita ed è stato mostrato durante il Let’s Talk. Due membri di questa delegazione hanno condiviso la loro esperienza diretta di interazione con i Rohingya sfollati che vivono nei campi.

I giovani partecipanti hanno espresso apertamente le loro preoccupazioni su alcune questioni derivate dalla lunga presenza dei Rohingya. Alcuni di loro hanno fatto riferimento all’assemblea di massa dei Rohingya in occasione dei due anni di permanenza in Bangladesh. Altri hanno menzionato questioni come l’uso dei telefoni cellulari da parte dei Rohingya, la deforestazione in corso, l’aumento dell’incidenza della criminalità, la radicalizzazione, lo spaccio di droga, l’onere finanziario per il paese, ecc.

Md Shahriar Alam, onorevole ministro di Stato, nel corso di numerose osservazioni e interazioni, ha fatto luce sull’approccio seguito dal governo di HPM Sheikh Hasina per affrontare la situazione. Ha detto che qualunque cosa il Bangladesh abbia fatto per i Rohingya non ha eguali nella storia umana ed il paese ha ricevuto l’apprezzamento da molte organizzazioni internazionali. Ora il governo sta lavorando lealmente per avviare il rimpatrio dei rifugiati in Myanmar e presenterà il caso alla prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Steven Corliss, rappresentante dell’UNHCR in Bangladesh, ha condiviso la sua esperienza di lavoro sul campo. Molto desideroso di condividere alcune delle opinioni e delle aspirazioni dei Rohingya, ha espresso la speranza che il rimpatrio volontario, sicuro e meritevole possa essere possibile nel prossimo futuro. Il sig. Corliss ha inoltre affermato che l’UNHCR sta lavorando duramente su entrambi i lati del confine per trovare modi al fine di assicurare un rimpatrio sostenibile ed, in particolare, al fine di sostenere il governo locale del Myanmar per creare condizioni ottimali per il ritorno. Ha detto al pubblico che una percentuale del fondo in Bangladesh è stata assegnata al benessere della comunità ospitante.

Alcuni giovani participanti dell’evento
Fonte: CRI (Centre for Research and Information)

Verso la fine dell’evento, ai partecipanti è stato chiesto di condividere soluzioni per la situazione dei Rohingya. C’erano alcune idee interessanti, inclusa una proposta per formare un Modello Globale di Gioventù delle Nazioni Unite con i giovani di tutto il mondo e prendere decisioni sul rimpatrio dei Rohingya. Il programma interattivo di due ore si è infine concluso con le osservazioni conclusive dei due relatori.

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Mi chiamo Tonne Teresa Cruze e sono nata a Dhaka in Bangladesh il 9 settembre 1997. Sono una studentessa del corso di laurea triennale Lingue e Culture Comparate all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Le mie lingue di studio sono inglese e cinese. Ho voluto svolgere il mio tirocinio presso l’associazione Sakshi perché come loro anch’io vorrei far luce e dar voce alla cultura dell’India, del Bangladesh e dei suoi paesi confinanti.