La festa di Navaratri: la vittoria di Durga sul demone Mahishasura

Fonte: Flickr // Saurabh Chatterjee

Navaratri, Dussehra e Durgapuja sono tre importanti eventi nella religione Hindu che nel 2020 saranno celebrati ad ottobre. Seguendo un calendario lunisolare ogni anno si verificano in date differenti. L’India è un paese multiculturale dove ogni stato celebra il divino secondo diverse tradizioni, pratiche e rituali.

Navaratri o Navratri (dal sanscrito Nav “nove” ratri “notti”) è un festival che dura nove notti e dieci giorni in cui si onora la vittoria di Durga sul demone Mahishasura. Esistono quattro differenti festival di Navaratri in un anno, ma solo due sono ampiamente celebrati: uno che conclude l’inverno (Chaitra Navaratri) e uno successivo all’estate (Sharad Navaratri). Nel 2020, il Sharad-Navratri si effettuerà dal 17 ottobre al 26 ottobre.

Durga, dea della guerra, è una delle più onorate manifestazioni della dea Parvati, consorte di Shiva, una delle tre principali divinità hindu che compongono la Trimurti (Shiva, Vishnu e Brahma). La creazione di Durga si deve al fatto che il demone Mahishasura chiese a Brahma di non poter essere ucciso da nessun uomo, non rendendosi conto che la sua fine sarebbe stata per mano di una donna, la dea Durga.

Durante i nove giorni si venerano i nove aspetti (anche detti Avatara) della dea Durga, praticando il digiuno e donando ad ogni aspetto un’offerta differente. Ad esempio, alla prima manifestazione della dea, denominata Shailputri (Shail “Montagna” Putri “Figlia”), si offre di solito del Ghee sperando di ricevere in cambio una vita priva di ogni tipo di malattia.

Come abbiamo detto, le celebrazioni variano in base alla regione: in Gujarat, durante il Navaratri si mette in scena la Garba una danza accompagnata da canti e strumenti musicali tipici, quali il dhol o il dholak. Il ballo celebra la contro parte femminile di Dio, la sua forza e la sua fertilità; Infatti, le ballerine formano un cerchio quasi come se al centro ci fosse la Dea Madre ad osservarle. Pur essendo una danza dallo spirito fortemente femminile anche alcuni uomini ne prendono parte.

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Specialmente nella capitale e in alcuni stati settentrionali come il Punjab, durante il festival, le donne specialmente, si venera la dea con il “Mata Ki Chowki” ovvero una riunione cui si dedicano alla divinità mantra, bhajan e varie preghiere. In occasioni speciali, soprattutto dopo il concretizzarsi di un desiderio espresso dal devoto, si effettua il  “Jagran”, cioè un rituale per il quale bisogna stare svegli tutta la notte a onorare la divinità.

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Mi chiamo Martina Di Maio e sono una studentessa partenopea sempre con uno zaino in spalla per inseguire il mio Wanderlust (desiderio di viaggiare). Sono interessata al canto, alla musica e agli studi comparatistici che uniscono il mio interesse per il mondo ispanico e la mia passione per l’indologia. Sono iscritta all’Orientale al corso di studi “Lingue e Culture Comparate” dall’anno 2017/2018 e nel settembre del 2020 sono partita per un’esperienza Erasmus in Spagna presso la UCLM (Universidad de Castilla-La Mancha) che ha cambiato il mio essere e il mio modo di relazionarmi con le persone. Spero di potermi incanalare presto nel flusso del mondo e vivere in costante movimento vivendo esperienze che potranno un giorno placare la mia fame di scoperta.