Il caso politico della Babri Masjid: le teorie della demolizione

La Babri Masjid (letteralmente ”Moschea di Babur”) era una moschea situata ad Ayodhya, nello stato dell’Uttar Pradesh in India. Era ritenuta essere dagli hindu il luogo di nascita della divinità Rama. Fin dal XVIII secolo, è stata oggetto di numerose dispute tra i fedeli hindu e musulmani. Secondo le iscrizioni della moschea, è stato costruita nel 1528-29 dal generale Mir Baqi.

La moschea prima della sua demolizione.
Fonte: TheHindu.com

Il 6 dicembre 1992, un folto gruppo di attivisti hindu appartenenti al Vishva Hindu Parishad e alle organizzazioni alleate demolirono la moschea, innescando rivolte in tutto il subcontinente indiano, uccidendo circa 2.000 persone.

Il 6 dicembre 1992, l’RSS e i suoi affiliati organizzarono una manifestazione che coinvolse 150.000 VHP e BJP (Bharatiya Janata Party) nel sito della struttura contesa. Le cerimonie comprendevano discorsi di leader del BJP, come Advani, Murli Manohar Joshi e Uma Bharti. Durante le prime ore della manifestazione, la folla crebbe gradualmente e sempre più animata, e cominciò a creare degli slogan. Un cordone di polizia venne posto intorno alla struttura in preparazione per l’attacco. Tuttavia, intorno a mezzogiorno, un giovane uomo riuscì a sorpassare il cordone e scalare la struttura, brandendo una bandiera color zafferano. 

Questo fu visto come il segnale d’inizio dalla folla, che poi assaltò la struttura. Il cordone della polizia, in inferiorità numerica e impreparata alle dimensioni dell’attacco, fuggì. La folla si arrampicò sull’edificio con asce, martelli e rampini, e nel giro di poche ore, l’intera struttura, fatta di fango e gesso, fu rasa al suolo.

Dalla demolizione sono sorte numerosissime investigazioni e teorie del complotto su chi, come e perché si consumò una tragedia così devastante. Per esempio, in un libro del marzo 2005, l’ex capo dell’Intelligence Bureau Maloy Krishna Dhar ha affermato che la demolizione della moschea di Babri è stata pianificata con 10 mesi di anticipo dai leader del Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS), BJP e VHP, e ha criticato il modo in cui l’allora primo ministro Narasimha Rao ha gestito la questione.

Rivoltosi sulla Babri Masjid
Fonte: The Federal

La distruzione della moschea di Babri ha scatenato l’indignazione musulmana in tutto il paese, provocando diversi mesi di rivolte intercomunitarie in cui hindu e musulmani si sono attaccati l’un l’altro, bruciando e saccheggiando case, negozi e luoghi di culto. Il 16 dicembre 1992, il ministero degli interni dell’Unione istituì la Commissione Liberhan per indagare sulla distruzione della moschea. Dopo 399 sedute in sedici anni, il 30 giugno 2009 la Commissione ha presentato al Primo ministro indiano Manmohan Singh la sua relazione di 1029 pagine. Secondo il rapporto, gli eventi del 6 dicembre 1992 ad Ayodhya non sono stati “né spontanei, né imprevisti”.

Nell’aprile 2014, un’inchiesta segreta da parte del Cobrapost ha affermato che la demolizione non era un atto disorganizzato e dettato da una follia improvvisa, ma un atto di sabotaggio pianificato con così tanta segretezza che nessuna agenzia governativa ne venne a conoscenza. Ha inoltre affermato che il sabotaggio è stato pianificato con diversi mesi di anticipo da Vishva Hindu Parishad e Shiva Sena, ma non congiuntamente.

Conseguenze

In Pakistan, il governo ha chiuso uffici e scuole il 7 dicembre per protestare contro la demolizione della Babri Masjid. In seguito alla demolizione, la folla musulmana in Bangladesh attaccò e bruciò templi, negozi e case hindu in tutto il paese. Una partita di cricket tra India e Bangladesh è stata addirittura interrotta quando una folla di circa 5000 uomini ha cercato di assaltare il Bangabandhu National Stadium nella capitale Dhaka.

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