Il Carnevale a Goa

Goa, nonostante sia lo stato federato meno esteso dell’India, in termini di supercifie, possiede una cultura estremamente ricca e una grande varietà culturale. Quattrocentocinquant’anni di dominio portoghese si sono intrecciati nell’arazzo della storia di Goa, tanto che le feste tradizionali hanno preso una piega totalmente diversa rispetto al resto del territorio indiano, dal momento che si tratta per lo più di celebrazioni sincretiche che riuniscono le due principali comunità religiose di Goa, quella hindū e quella cattolica. Goa nel 1500 era una comunità etnicamente e culturalmente variegata dove prosperavano fianco a fianco induismo, islam ed ebraismo.

I portoghesi furono i primi invasori europei a mettere piede sul suolo indiano (Vasco da Gama giunse sul territorio indiano nel 1497) e gli ultimi ad andarsene. Goa fu sotto il dominio portoghese per oltre quattrocentocinquant’anni. La Corona di Lisbona finanziò in modo aggressivo le attività missionarie e missionari e sacerdoti obbligarono – pena la morte – un gran numero di persone in tutte le sfere della società a convertirsi.

L’Inquisizione di Goa, istituita per punire i nuovi cristiani che continuavano a praticare in segreto la loro religione ancestrale, agiva non solo nello stato indiano di Goa e nel resto dell’impero portoghese in Asia. Fu fondata nel 1560, soppressa per un breve periodo di quattro anni che andò dal 1774 al 1778 e infine abolita nel 1812. Insieme alle conversioni, l’ufficio dell’inquisizione si assicurava che i locali non avessero possibilità di riunirsi per celebrazioni e feste che fossero diverse dal cristianesimo.

Tutto questo retaggio storico coloniale intriso di persecuzione religiosa, tentativi forzati di conversione e contaminazione culturale è lentamente permeato all’interno del tessuto sociale e autoctono del territorio, tanto che le celebrazioni tradizionali hindū si sono sovrapposte a quelle cristiane, dando luogo ad una serie di festività sincretiche che non sono altro che espressione di una oramai scomparsa distinzione religiosa, che ha lasciato il posto ad una nuova identità culturale unica.

Tra queste celebrazioni specchio di questa nuova ed unica identità culturale vi è proprio Intruz. La parola Intruz, dal portogese entrudo, è un termine usato per riferirsi al Carnevale e che indica letteralmente i tre giorni che precedono l’inizio della quaresima segnandone, dunque, l’ingresso. Tale festività non è celebrata soltanto dalla comunità cattolica di Goa, ma anche dalla comunità indù nel piccolo villaggio di Dongrim vicino alla parte antica di Goa, a nord dello stato.

Intruz nel villaggio di Dongrim

La festa di Intruz si tiene non per un giorno, ma per ben cinque giorni con eventi religiosi misti e gli abitanti del villaggio si riuniscono in cinque diversi gruppi (mandaps). Di solito inizia di venerdì con l’organizzazione di una processione, Fatya Suvari, dove ci sono tutti i cinque gruppi che sfilano con un ombrello sacro (1Chatr) e che culmina nella sala principale (2mahal) dell’Intruz.

Il momento clou del festival è la musica, conosciuta localmente come Suvari vadan, con esibizioni musicali su strumenti tradizionali come 3dhol, 4tasso, 5ghumot, (strumenti musicali locali) ecc. Ci sono spettacoli la domenica e il martedì sera eseguiti dagli abitanti del villaggio. In particolare, la domenica, il paese è testimone della festa della Nostra Signora dell’Assunzione che pur non essendo ufficialmente parte del festival Intruz, riunisce tutti gli abitanti del villaggio, sia indu che cristiani.

Il lunedì sera, invece, c’è una processione della dea 6Shantadurga – dea hindū nonché divinità principale del villaggio – che ha inizio dopo le 22:00 e si tiene per tutti i restanti giorni della festività. Martedì è il giorno principale della processione ed è l’unico giorno in cui i festeggiamenti iniziano intorno alle 16:00. In questo giorno, in ogni famiglia viene preparata una cena speciale e gli ospiti vengono accolti con i piatti tradizionali.

Il festival culmina mercoledì mattina presto quando la festa esplode in un carnevale di colori, in cui i partecipanti festeggiano lanciandosi tra loro della polvere colorata (gulal) per celebrare la fine della festa. Questa festa hindū dei colori (7Holi) è celebrata nel resto del paese due settimane dopo rispetto a quando viene celebrata nel villaggio di Dongrim, insieme al carnevale e alla festa della Nostra Signora Dell’Assunzione.

Cinque giorni di spettacoli, manifestazioni, processioni, danza, teatro, musica e arte locale. L’originalità della festa è tuttora mantenuta e celebrata con grande fede e fervore. L’ultimo giorno, tutti gli abitanti del villaggio si riuniscono e recitano una preghiera comune a nome dell’intero villaggio che segnala la fine della festa.

1Chatr: dal sanscrito chhatra छत्र (ombrello), è un simbolo di buon auspicio nell’Induimo, nel Buddhismo e nel Jainismo. Considerato l’emblema di Varuna - dvinità vedica associata all’acqua - è in realtà legato anche ad altre divinità, spesso rappresentate con alle spalle un chatr.
2Mahal: nella lingua hindī vuol dire palazzo, indica un luogo ampio, di regalità e importanza.
3Dhol: strumento musicale a percussione appartenente ai membranofoni proveniente dall'India settentrionale, che come il mṛdanga si percuote da entrambi i lati e viene tenuto in diagonale o in orizzontale
4Tasso: strumento a percussione ovale in pelle appartenente alla famiglia dei membranofoni che si percuote solo sulla superficie superiore, ossia sulla pelle a differenza del dhol che si percuote da ambo i lati.
5Ghumot: strumento a percussione tradizionale dello stato di Goa appartenente alla famiglia dei membranofoni, a forma di anfora, con la pelle sulla superficie superiore.
6Shantadurga: una delle forme della dea Durga - maggiore divinità dell’Induismo associata alla forza, alla maternità e alla protezione - celebrata in maniera particolare nello stato di Goa e nel Karnataka.
7Holi: celebrazione che prevede come usanza - in segno di buon auspicio e di rinascita - il gettarsi addosso reciprocamente della polvere colorata. Probabilmente questa usanza ha le sue origini nel rito contadino legato al fuoco e al mito di Holika - di cui si narra nei Purana - sorella del re - presentato come un demone - Multan Hyraniakashipu. Quest’ultimo chiede a sua sorella di far passare attraverso un cerchio di fuoco il suo stesso figlio Prahlda con un mantello ignifugo per poi lasciarlo bruciare con l’inganno, al fine di trionfare su questi. Il piano del re verrà tuttavia fermato da Viṣnu che interviene per salvare il giovane. L’usanza - che riprendeva il mito - prevedeva che venisse fatto bruciare su una pira un pupazzo che rappresentasse una donna con un bambino in braccio, che ricordasse Holika e Prahlda, le cui ceneri venivano utilizzate in segno propiziatorio cospargendole nei campi o sui bambini affinché dessero loro salute e rinvigorimento. Probabilmente è proprio dall’utilizzo delle ceneri o anche di unguenti che nasce l’usanza di cospargersi a vicenda della polvere colorata in segno di buon auspicio.(holi spiegazione - Marged Trumper)

L'articolo è stato tradotta da Athena Fedele.
+ posts

Tra i lavori che ho svolto sono stata responsabile dello sviluppo dell’interfaccia grafica per applicativi web presso l’Infinity Group di Mumbai (India), dove ho diretto una squadra di dodici grafici e ingegneri che hanno realizzato le prime piattaforme online per servizi bancari e business to business.

Ho anche collaborato con il Ministero dei Beni culturali per un progetto di archiviazione di dati in collaborazione con l’ufficio dell’allora vice-premier Rutelli e diversi enti e progetti online.

Sono stata consulente per l’Assessorato del Turismo, sviluppando il portale online “Io amo Cagliari” per il Comune di Cagliari. Ho inoltre realizzato un portale online per la Sardegna Film Commission della Regione Sardegna e collaborato con la società editrice E Polis SpA con sede a Cagliari. Ora sono CEL della lingua Hindi presso l’Università degli studi di Napoli “l’Orientale”. Sono cittadina Indiana, residente in Italia.

+ posts

Athena Fedele, classe 1995 è insegnate di yoga integrale, ginnastica posturale e massaggiatrice per il massaggio sportivo decontratturante. Affetta da tre malattie croniche interdipendenti (fibromialgia, emicrania cronica e vulvodinia), lavora con i suoi utenti per la gestione del dolore cronico mettendo a disposizione le sue competenze e la sua esperienza di paziente e si batte mediante la sua attività lavorativa per la divulgazione ed il riconoscimento delle malattie croniche neuropatiche, soprattutto la vulvodinia. A Gennaio 2020 scrive un articolo a riguardo per The Medical Aphabet.
Laureanda in lingua e letteratura sanscrita presso L’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, studia contemporaneamente canto hindustani presso il Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza e musicoterapia dinamica presso il Centro Studi Musica e Arte di Firenze. Durante il suo percorso accademico universitario e di conservatorio si dedica anche allo studio della lingua hindi.
Dal 2016 si occupa di poesia performativa. Ha partecipato a numerosi Poetry Slam in Italia sia su invito che di campionato; finalista nazionale 2018 e 2019 e finalista regionale 2019, guadagna un secondo posto nel 2019 e nel 2020 e un primo posto nel 2021 per i Poetry Slam su invito. Cantante e cantautrice, ha cantato come front-woman nella metalcore band italiana Led By Vajra dal 2015 al 2019 e attualmente sta lavorando a nuovi progetti musicali sia solisti che di gruppo prossimamente in uscita.