Mahishasura: decrizione nella danza kathu

Gli Asur : l’antitesi agli adoratori della dea

Esplorare la cultura e la spiritualità indiana è un percorso di scoperte sorprendenti. A differenza delle strutture sociali e religiose di altre parti del mondo, l’India è ed è sempre stata la culla di diversi culti, in cui milioni di dèi vengono ricondotti ad un’unica divinità suprema e antiche filosofie sono incorporate in favole che semplici solo all’apparenza. Il tessuto dell’esistenza umana è un complesso arazzo di credenze diverse e talvolta opposte, come nel caso dei Asur e degli adoratori della dea.

Durga Puja: L'immagine della dea Durga che uccise Mahishasura
Durga Puja: L’immagine della dea Durga che uccise Mahishasura

Il culto della dea è una festa speciale in India, e in particolare nel Bengala. La Durga Puja, l’adorazione della dea Durga che uccise il demone scaltro e multiforme Mahishasura, è celebrata in pompa magna per nove giorni. I seguaci più devoti restano digiuni per tutto questo periodo, fanno offerte di latte e miele, chiedono la sua benedizione e la sua protezione da Mahishasura, il male. 

Non tutti però celebrano la dea Durga. Le tribù Asur ritengono che questa mitologia sia falsa, e che il loro valoroso e coraggioso antenato Mahishasura, un fiero guerriero, sia stato lusingato dalla dea Durga, che lo uccise con l’inganno e annunciò la vittoria degli invasori ariani del Nord sulle tribù indigene dell’India orientale.

Gli Asur, una comunità grande e prosperosa in epoca pre-vedica che oggi conta solo 600-800 individui, vivono sparsi nella zona delle piantagioni di tè dei distretti di Jalpaiguri e Alipurduars, note come dooar, nel Bengala settentrionale. Secondo Monier-Williams, il termine “Asur” deriva da Asu (असु), che significa “vita del mondo spirituale” o “spiriti defunti”, e nell’India moderna Asura è sinonimo di Demone, potente spirito maligno, entità efferata. 

Sushma Asur: Una nota scrittrice da tribu Asur

Da secoli durante le festività in onore di Durga, gli Asur si isolavano e istituivano un lutto funebre per il loro signore Mahishasura. Le popolazioni locali indù li maltrattavano e li guardavano con timore e sospetto, considerandoli dei demoni. Questo trattamento nel corso delle generazioni ha portato gli Asur a essere emarginati e a vivere in uno stato di sofferenza perenne, ormai insostenibile. 

Per questo motivo negli ultimi tempi alcuni membri degli Asur hanno iniziato ad abbandonare i loro rituali, a cambiare cognome e a mischiarsi con i locali indù. Altri membri, invece, si sono convertiti al cristianesimo: dall’epoca del colonialismo, infatti, la presenza dei missionari cristiani nel Bengala occidentale era massiccia e il loro proselitismo intransigente. 

Entrambe le soluzioni, la mescolanza con le popolazioni locali e la conversione al cristianesimo, portano purtroppo al comune risultato di cancellare una cultura, delle tradizioni, un modo di pensare.

I pochi anziani Asur rimasti cercano disperatamente di tenere in vita la lingua Asuri e la comunità stessa, i cui membri sono in inesorabile diminuzione. Le generazioni di oggi non sono più interessate alla tradizione orale, che narra dei discendenti di un re guerriero, e non si curano di preservare l’eredità del loro passato illustre, perché essere etichettati come “Asur” è una macchia per la loro vita.

Questi seguaci della religione Sarna sono persone umili e miti che venerano i cieli, le foreste e le montagne. Nell’eco dei passi di danze popolari, al ritmo della tumda e tamak (tamburi tribali), si avverte ancora la debole speranza del risveglio di un passato illustre. 

Forse con il giusto aiuto e sostegno da parte del governo Indiano questa antica religione potrà respirare e prosperare di nuovo. Nella variegata realtà dell’India moderna i paradossi e le opposizioni non sono solo normali, sono anche i benvenuti.

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Tra i lavori che ho svolto sono stata responsabile dello sviluppo dell’interfaccia grafica per applicativi web presso l’Infinity Group di Mumbai (India), dove ho diretto una squadra di dodici grafici e ingegneri che hanno realizzato le prime piattaforme online per servizi bancari e business to business.

Ho anche collaborato con il Ministero dei Beni culturali per un progetto di archiviazione di dati in collaborazione con l’ufficio dell’allora vice-premier Rutelli e diversi enti e progetti online.

Sono stata consulente per l’Assessorato del Turismo, sviluppando il portale online “Io amo Cagliari” per il Comune di Cagliari. Ho inoltre realizzato un portale online per la Sardegna Film Commission della Regione Sardegna e collaborato con la società editrice E Polis SpA con sede a Cagliari. Ora sono CEL della lingua Hindi presso l’Università degli studi di Napoli “l’Orientale”. Sono cittadina Indiana, residente in Italia.

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Studio Lingua e letteratura sanscrita presso l’Università “L’Orientale” di Napoli e sono interessata alle tradizioni spirituali dell’India.