Libertà di informazione e clima saranno i temi chiave per il futuro delle democrazie.

“Sulla terra c’è abbastanza ricchezza per soddisfare i beni di tutti, ma non per soddisfare l’avidità di pochi”, citando il Mahatma Gandhi, l’ambasciatrice dell’India a Roma, S.E. dott.ssa Neena Malhotra, ha concluso il suo intervento al convegno organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi a Roma sul tema : “Conoscere per deliberare: ambiente e geopolitica”.

L’ambasciatrice Dr. Malhotra ha descritto in dettaglio la strategia del governo indiano per combattere il cambiamento climatico. Nonostante l’India oggi rappresenti il 17,8% della popolazione mondiale, detiene solo il 5% delle emissioni globali, risultando tra le nazioni meno inquinanti pro capite. L’India sta affrontando enormi cambiamenti di sviluppo e per effettuare la transizione verso un’economia a zero emissioni di carbonio, richiede finanziamenti per il clima e tecnologia dal mondo sviluppato. I paesi ricchi devono fare spazio ai paesi poveri e popolosi, specialmente quando rappresentano un quinto dell’umanità, ha affermato l’ambasciatrice Malhotra.

L’India è culturalmente in sintonia con la vita in armonia con la natura, e la sua capacità energetica non fossile è aumentata del 25% negli ultimi sette anni costituendo il 40% del suo mix energetico. L’India non solo ha intensificato i suoi sforzi a livello internazionale lanciando l’International Solar Alliance e la Coalition for Disaster Resilient Infrastructure, ma ha anche inculcato uno stile di vita per l’ambiente, promuovendo un utilizzo consapevole e deliberato piuttosto che un consumo insensato e distruttivo. Ridurre gli sprechi alimentari, implementare la condivisione delle eccedenze e inculcare pratiche agricole sostenibili scoraggiando sommariamente l’uso arbitrario dei veicoli sono alcuni passaggi che, se attuati da miliardi di persone, aiuteranno a ridurre le emissioni di gas serra (GHG).

Amb. Malhotra ha affermato che l’India si aspetta che i paesi sviluppati mettano a disposizione almeno 1 trilione di dollari per finanziamenti per il clima e per il trasferimento di tecnologie energetiche pulite. Non si tratta di aiuti, ma di riparare ciò che è stato rotto a lungo termine. Ha anche sottolineato la cooperazione e la partnership dell’Italia con l’India ai massimi livelli in questa ardua impresa, con l’India che guida il mondo in via di sviluppo. Alla riunione dei capi di Stato del G20 recentemente conclusasi in ottobre, in particolare durante l’incontro bilaterale tra il Primo Ministro indiano Narendra Modi e il Primo Ministro italiano Mario Draghi, il clima è stato un argomento centrale su cui entrambi i leader hanno concordato dando priorità alla cooperazione reciproca.

L’Ambasciatore e Rappresentante di Taiwan in Italia Andrea Sing-Ying Lee, ha iniziato il suo intervento parlando di come Taiwan, grazie alla trasparenza, all’educazione della popolazione e ai severi controlli, sia riuscita a contenere i contagi da Covid e ad uscire vittoriosa dalla sfida a cui il mondo intero è stato sottoposto a causa della pandemia. Ha anche aggiunto che in queste circostanze di emergenza, le democrazie saranno sempre migliori dei regimi autoritari. Sebbene Taiwan sia sempre stata disposta ad aiutare altri paesi, la Cina continua a rappresentare la più grande minaccia per Taiwan stessa e per altri paesi democratici. La Cina vuole imporre la sua egemonia e creare pressioni. Negli ultimi due anni, la Cina ha anche intensificato la sua politica ostile nei confronti di Taiwan. Inoltre, la Cina ha imposto un divieto alle importazioni da Taiwan e limitato l’uso di Internet e dei social media. La comunità internazionale è sempre più preoccupata per la minaccia cinese e si stanno formando alleanze per dimostrare che le democrazie si sostengono a vicenda. L’Ambasciatore ha anche ringraziato il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, che hanno dedicato grande attenzione alla questione e hanno esercitato pressioni per il rinnovamento del dialogo tra Cina e Taiwan. L’ambasciatore Lee ha concluso dicendo che Taiwan si adopererà per mantenere la pace e si impegnerà per un futuro sostenibile.

Thibault Muzergues, Direttore del Programma Europa dell’International Republican Institute-IRI, ha iniziato la sua deliberazione con una dichiarazione: “Il mondo sta affrontando una guerra dell’informazione”. Ha sottolineato che l’occidente è in crisi e che se non si fosse svegliato, avrebbe perso questa guerra dell’informazione. Muzergues ha discusso delle varie sfide che India e Taiwan devono affrontare direttamente dalla Cina. Russia e Cina si coordinano per sfruttare la divisione dell’occidente e delle democrazie, e mirano ad utilizzare la decadenza dell’Occidente e il suo passato coloniale per giustificare il loro governo autocratico e l’aggressione al fine di vincere una guerra economica, informativa e infine politica .

Muzergues, portando avanti l’uso dell’inganno antico come la guerra, partendo dai greci che usarono il cavallo di Troia, crede che l’occidente e le democrazie abbiano commesso diversi errori nelle trattative con autocrazie come la Cina e la Russia e devono quindi contrattaccare, per non rischiare un aumento delle aggressioni da parte di quest’ultime. La Cina è sull’orlo di un’enorme crisi finanziaria, che avrà ripercussioni a lungo termine nell’Indo-Pacifico. Conclude citando “adagio Lation, Se via pacem Parabellum”,”se vuoi la pace, preparati alla guerra”.

Concludendo, l’Ambasciatore Giulio Maria Terzi di Sant’Agata, già Ministro degli Affari Esteri italiano e Presidente del Comitato Globale per lo Stato di Diritto – Marco Pannella, ha iniziato il suo intervento con una domanda: “Cos’è il diritto alla conoscenza?”. Il diritto alla conoscenza è un presupposto per la stabilità, per l’ordine costituzionale, per il rispetto della volontà del popolo, per la gestione della crisi e dei conflitti che possono sorgere, ha affermato. Il diritto alla conoscenza è un requisito fondamentale per la sicurezza internazionale e il tentativo di negare questo diritto porta enormi disastri. La Cina vieta questo diritto e ha come scopo fondamentale quello di interferire nelle democrazie occidentali fino a scardinarle. È un’influenza che si sviluppa nei partiti politici, nei media, nelle università e nel corpo scientifico attraverso varie tecniche quali: disinformazione, sabotaggio, diffamazione, provocazione e destabilizzazione dei governi.

Il dibattito “Sapere per deliberare: Ambiente e Geopolitica”, è stato organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi, uno dei principali think tank italiani sotto la guida del Presidente Giuseppe Benedetto. La prima parte del convegno sull’importanza della libertà di informazione e di espressione ha visto relatori tra cui Giuseppe Benedetto (Presidente della Fondazione Luigi Einaudi per gli studi politici ed economici), Matteo Angioli (Segretario Generale del Global Committee for the Rule of Law – Marco Pannella ), il senatore Roberto Rampi (Senatore della Repubblica Italiana, Partito Democratico), il noto giurista Paolo Ezechia Reale (Siracusa International Institute for International Justice and Human Rights).

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Vas Shenoy è un studioso di rapporti Europa-India. Durante gli ultimi 22 anni della sua carriera ha lavorato per la gestione di aziende e progetti nei campi della tecnologia informatica, dell’energia rinnovabile e della cooperazione e sviluppo in più di oltre trenta paesi in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia collaborando con governi, la Banca Mondiale e enti ONU. Vas è il Presidente dell'Associazione Sākshi e della Glocal Cities ONLUS.