Catsticks

Dal 28 gennaio al 2 febbraio 2019 si è svolta la 7a edizione del festival FFAST sul cinema del subcontinente indiano. Un piccolo ma curioso festival che si libera dall’industria cinematografica Bollywood e proietta film audaci, seri e innovativi. In programma quest’anno: Moothon, Aamis Bulbul e Taking The Horse to Eat Jalebis, tutti usciti nel 2019. 

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Catstick – 2019 India (Bengal)

 Drammatico 1h34

Regista: Ronny Sen 

L’oscurità della notte, la pioggia incessante e un vecchio aereo fuori uso. Catstick racconta la vita di un gruppo di tossicodipendenti che non riescono a sconfiggere la dipendenza dall’eroina. Sempre strafatti e senza futuro, alcuni di loro vagano nella città in cerca di un’ultima dose, sono anche disposti a rubare e perfino ad uccidere (anche se per sbaglio). Una bella fotografia e immagini molto poetiche, in particolare la scena della “danza” di due ragazzi che cercano la vena giusta per potersi iniettare una siringa. I loro movimenti nell’oscurità sono accompagnati da una musica lenta, i corpi nudi sono ricoperti di polvere. Si cercano e si toccano, anime perse che danzano e che cercano di ritrovarsi. Il film permette di inoltrarsi nella vita di alcuni di questi personaggi ma solo di sfuggita: uno studente promettente che non riesce a fare a meno della droga, un padre che di notte si traveste da donna e si prostituisce per racimolare qualche soldo per il figlio. Scene crude e violente che raccontano la miseria della vita. Drammaticità in bianco e nero, il film riesce anche ad essere divertente: i racconti stravaganti sotto effetto della droga, il loro essere maldestri e sfortunati ma soprattutto i deliri sui coccodrilli fanno scappare qualche risata. In Alcune parti forse un po’ forzato, la fine resta amara e senza speranza…mentre a Calcutta continua ad essere notte. 

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Laureata Magistrale all’Università di Napoli L’Orientale, ho conseguito la laurea triennale all’Università di Venezia con la tesi “Ascetismo: i rituali della rinuncia”. I miei studi si sono concentrati soprattutto sullo studio della lingua Hindi e Urdu con un particolare interesse verso le religioni e le culture di questi due paesi. L’esperienza di studio presso l’Istituto Nazionale di Lingue e Civiltà Orientali di Parigi (INALCO) mi ha permesso di intraprendere lo studio della lingua telugu che mi ha portato ad avvicinarmi all’India del sud e, in particolare, alla sua evoluzione linguistica, letteraria e politica.