Danza classica Indiana: Mōhiniyattam, le sinuose incantatrici

Danzatrice Mohiniyattam
Fonte: Prasad Pillai

La danza Mōhiniyattam è originaria dello stato del Kerala, nel sud dell’India. Mentre la danza Maṇipurī si occupa dell’aspetto di Viṣṇu denominato Kṛṣṇa, la danza Mōhiniyattam si dedica, invece, ad un altro avatāra (manifestazione), femminile, di Viṣṇu: Mōhini.

Secondo la mitologia indiana, nella costante lotta fra Deva (dei) e Asura (dei demoniaci) ci fu un episodio in particolare che vide al centro della diaspora l’Amrit, il nettare dell’immortalità. Viṣṇu, astutamente, si manifestò sotto forma di una bellissima donna (Mōhini) e, in accordo fra devi e Asura, distribuì l’Amrit alle due parti. Ma la bellissima Mōhini ballando, e facendo cadere gli Asura in una sorta di incantesimo, versò l’Amrit ai Deva e il vino inebriante agli Asura.

La teoria di questa danza deriva, come altre danze classiche indiane, dal manuale delle arti dello spettacolo Nātyaśāstra, nello specifico da una sezione chiamata “Lāsya” una danza prettamente femminile. Convenzionalmente, la performance è un assolo di una figura femminile che danza e canta su musiche in lingua Maṇiprāvala, un mix di Sanscrito e Malayālam, e in stile carnatico. Le tipologie sono due: Nṛitta, danza tecnica che si concentra sul tempo, ritmo ed è senza espressione o interpretazione da parte della ballerina, e Nṛitya, dove il personaggio non è solo una semplice ballerina ma anche un’attrice che interpreta e comunica una storia, un mito, una poesia e molto altro trasmettendo forte emozioni al pubblico. Nel video sottostante l’esperta Gopika Varma ci insegna i passi base della Mōhiniyattam.

Le donne indossano una sāṛī bianca coronata da fasce color oro. Questo tipo di abito e la grande quantità di gioielli che indossano sono appositamente progettati per far si che i movimenti delle ballerine siano visibili a tutto il pubblico, anche a chi siede più lontano.

Mi chiamo Martina Di Maio e sono una studentessa partenopea sempre con uno zaino in spalla per inseguire il mio Wanderlust (desiderio di viaggiare). Sono interessata al canto, alla musica e agli studi comparatistici che uniscono il mio interesse per il mondo ispanico e la mia passione per l’indologia. Sono iscritta all’Orientale al corso di studi “Lingue e Culture Comparate” dall’anno 2017/2018 e nel settembre del 2020 sono partita per un’esperienza Erasmus in Spagna presso la UCLM (Universidad de Castilla-La Mancha) che ha cambiato il mio essere e il mio modo di relazionarmi con le persone. Spero di potermi incanalare presto nel flusso del mondo e vivere in costante movimento vivendo esperienze che potranno un giorno placare la mia fame di scoperta.