Danza classica Indiana: Maṇipurī, le discendenti dei Gaṇdharvas

14 dicembre, 1955. Danza Manipuri ( Ras Lila) con piccole Gopis e Kṛṣṇa
Fonte: Public.Resource.Org

Con il termine “Maṇipurī” si intende un vasto insieme di danze classiche indiane legate alla tradizione folclorica e rituale della società Maṇipurī. Quest’ultima è stanziata nello stato montagnoso del Maṇipur dell’india orientale al confine con la Birmania, un paese del sud-est asiatico. Gli abitanti del Maṇipur si considerano “Gaṇdharvas“, esseri semi-divini menzionati nei Veda che erano cantanti, ballerini e musicisti alla corte di Indra, divinità vedica.

Le danze classiche indiane, come ad esempio l’Odissi, hanno fra di loro dei punti di connessione ispirandosi tutte all’antico manuale delle arti di spettacolo, il Nātyaśāstra. Al contrario, le danze Maṇipurī, essendosi sviluppate in una sorta di isolamento dal resto del subcontinente indiano, gli artisti hanno dato vita ad uno stile totalmente unico e con uno spirito proprio. La natura delle danze Maṇipurī è devozionale, fu influenzata profondamente dalla tradizione letteraria del Kṛṣṇa Bhakti, XIV-XV secolo, una letteratura religiosa dedicata interamente al Dio Kṛṣṇa.

Gli stili sono innumerevoli ma il più importante risulta essere il Rāsa Līlā (“Gioco divino”). il Rāsa Līlā, descritto nella Kṛṣṇa Bhakti, narra che, le Gopi (pastorelle del villaggio di Kṛṣṇa) di notte abbandonavano le loro case, seguendo la melodia irresistibile del flauto suonato dalla divinità, e si cimentavano tutta la notte in danze con il loro amato Kṛṣṇa.

La performance Rāsa Līlā vede come protagonisti Rādhā (Gopi preferita dal Dio e considerata sua consorte) e Kṛṣṇa stesso. I movimenti sono fluidi, dolci e lenti ma carichi di forte significato. Sia gli schemi dei piedi che i movimenti del corpo tendono a riprendere la forma di un 8, che, anche nella nostra cultura, è un numero che simboleggia l’infinito. Vi è un influenza che deriva dal Nātyaśāstra, ovvero, potenziare l’esperienza estetica della danza attraverso i Rāsa (“sentimenti”), che vengono espressi attraverso lo sguardo. Tradizionalmente sono nove, ma nel Rāsa Līlā vengono utilizzati maggiormente quello dell’amore e del desiderio. Nel video sottostante potrete ammirare l’arte dei Navrāsas (“Nove sentimenti”). 1. Amore 2. Coraggio 3. Compassione 4. Stupore 5. Riso 6. Paura 7. Repulsione 8. Rabbia 9. Serenità.

Rādhā, e dunque lo stile femminile, mira a posizioni verso la chiusura del corpo e basse in cui il piede non supera mai l’altezza del ginocchio. Kṛṣṇa, stile maschile, invece, è mirato verso l’apertura ed è pieno di salti e giravolte energetiche e acrobatiche.

Danzatrici Maibi
Fonte: new-joe

La forma arcaica, considerata precorritrice della danza Maṇipurī, è la danza Maibi. Quest’ultima è praticata durante il festival di Lai Haraoba, celebrato per venerare Umang Lai, divinità delle foreste. La danza ricrea la genesi dell’universo ripresa dall’antica cosmologia del gruppo etnico Mētei. Essa è unicamente praticata solo da sacerdoti e sacerdotesse, considerati mezzi d’intercessione con il divino. Sin dai tempi antichi la regione della valle del Maṇipur è un crocevia commerciale tra l’India e la Birmania, così gradualmente la parte della valle del Maṇipur è diventata il crogiolo della cultura indo-birmana che dà vita a queste tradizioni miste, come la danza Maibi.

Mi chiamo Martina Di Maio e sono una studentessa partenopea sempre con uno zaino in spalla per inseguire il mio Wanderlust (desiderio di viaggiare). Sono interessata al canto, alla musica e agli studi comparatistici che uniscono il mio interesse per il mondo ispanico e la mia passione per l’indologia. Sono iscritta all’Orientale al corso di studi “Lingue e Culture Comparate” dall’anno 2017/2018 e nel settembre del 2020 sono partita per un’esperienza Erasmus in Spagna presso la UCLM (Universidad de Castilla-La Mancha) che ha cambiato il mio essere e il mio modo di relazionarmi con le persone. Spero di potermi incanalare presto nel flusso del mondo e vivere in costante movimento vivendo esperienze che potranno un giorno placare la mia fame di scoperta.