Danza classica indiana: Kuchipuḍī

Disegno di IndianArt Ideas

Continuando la nostra serie di danze classiche indiane, in questo articolo parleremo della danza Kuchipuḍī. Ci ritroviamo nuovamente nel sud del paese, in precedenza abbiamo parlato della danza Odissi come esempio di danza classica indiana meridionale. La kuchipudī nasce nello stato dell’Andhra Pradesh e il suo nome trae origine dall’omonimo villaggio da cui proviene,nel distretto di Kṛṣṇa.

La datazione di questa danza, come le altre, risale a tempi immemori. Attorno alla Kuchipuḍī vi è una leggenda locale secondo la quale un orfano originario del villaggio di Kuchipuḍī , sposato in età infantile, si trasferì in un altro villaggio per affrontare degli studi vedici. Al suo ritorno, tentando di raggiungere il villaggio d’origine a nuoto, stava quasi per annegare e pregò Dio di dargli la forza per raggiungere la riva. Quando raggiunse la riva promise che avrebbe dedicato la sua vita ad affari religiosi. Si stabilì a Kuchpuḍī dove comincio ad insegnare danze decisionali che furono poi utilizzate come offerta a Dio e chiamate Nātyaśāstra.

Come le altre danze classiche indiane, la Kuchpuḍī richiede molti anni di pratica e i ballerini non solo devono essere in grado di danzare ma anche di recitare, cantare e di possedere una solida conoscenza del sanscrito e del telugu. Ritroviamo anche qui musiche carnatiche tipiche delle danze meridionali e l’utilizzo di sguardi ispirati ai Navrāsā descritti nel Nātyaśāstra. Ciò che rende unica la danza Kuchipuḍī è la presenza di un piatto di ottone che è parte integrante della danza su cui i ballerini danzano o che manovrano con mani e piedi durante l’esibizione. Molto presenti sono anche i Mūdra.

I due stili principali, come spiega Kiranmai Bolana (insegnante Indiana di Kuchipuḍī) durante la sua intervista con VOV, sono il Tāṇḍava caratterizzato da movimenti forti e vigorosi degli arti e del corpo, poi c’è il Lāsya in cui invece ci sono movimenti aggraziati che sono il fulcro di questa danza. Le ballerine non fanno uso di un trucco pesante, anzi è molto leggero. La peculiarità dei costumi nella danza Kuchipuḍī è l’uso di ornamenti in legno di colore chiaro e copri capo che si ispirano ai simboli del sole e della luna.

Mi chiamo Martina Di Maio e sono una studentessa partenopea sempre con uno zaino in spalla per inseguire il mio Wanderlust (desiderio di viaggiare). Sono interessata al canto, alla musica e agli studi comparatistici che uniscono il mio interesse per il mondo ispanico e la mia passione per l’indologia. Sono iscritta all’Orientale al corso di studi “Lingue e Culture Comparate” dall’anno 2017/2018 e nel settembre del 2020 sono partita per un’esperienza Erasmus in Spagna presso la UCLM (Universidad de Castilla-La Mancha) che ha cambiato il mio essere e il mio modo di relazionarmi con le persone. Spero di potermi incanalare presto nel flusso del mondo e vivere in costante movimento vivendo esperienze che potranno un giorno placare la mia fame di scoperta.