Padmavaat : La regina Padmini

Padmaavat è un dramma del 2018 in lingua hindi, diretto da Sanjay Leela Bhansali. Tratto da “Padmavat”, un poema epico del XVI secolo di Malik Muhammad Jayasi, interpreta Deepika Padukone nei panni di Rani Padmavati.

La storia

Il film racconta la storia della regina indù (Rani Padmini, nota anche come Padmavati) che, insieme al suo clan di guerrieri del Rajput, per non cadere nelle mani del sultano di Delhi, Alauddin Khalji, al termine di un lungo assedio del Chittor Fort nel 1303, preferì immolarsi con il fuoco insieme a tutte le altre donne.

Ratnasimha era un sovrano del regno di Medapata nell’attuale Rajasthan, in India. Le leggende del Rajasthan lo menzionano come il sovrano Rajput Ratan Singh. Una versione romanzata di lui appare come Ratan Sen nel Padmavat di Malik Muhammad Jayasi. Secondo questa poesia, Alauddin ha attaccato Chittorgarh per ottenere sua moglie Rani Padmini, nota per la sua bellezza e valore nell’India del XIII secolo.

Quest’ultima, cattura la fantasia del sultano regnante di Delhi, il tiranno Alauddin Khilji, che diventa ossessionato da lei e fa di tutto per soddisfare la sua avidità. Alauddin conquistò il forte dopo che Ratan Sen morì in un combattimento con il re Devpal di Kumbhalner; successivamente, Padmini e altre donne impegnarono Jauhar per proteggere il loro onore.

La regina Padmini

Rani Padmavati, nota anche come Padmini, era una leggendaria regina indiana del regno di Medapata nel XIII-XIV secolo. Rani Padmavati era la regina di Chittor, rinomata in tutto il paese indiano per la sua affascinante bellezza. Era la seconda moglie di Rawal Ratan Singh e la figlia del re Gandharvsen.

Tre motivi per cui la regina Padmini è diventata una figura leggendaria

1. Un mito o una leggenda

Molti storici discutono ancora sulla reale esistenza di Rani Padmavati. La maggior parte di essi ritengono sia solo una leggenda in quanto non vi sono prove affidabili circa la sua esistenza. Si pensa che la regina fosse un’invenzione del poeta Jayasi, che la cita per la prima volta nel suo poema ”Padmavat”.

2. Un pappagallo parlante

Jayasi scrive che Padmavati aveva un animale domestico, un pappagallo parlante di nome Hira-mani che era uno dei più stretti confidenti della principessa. Ma suo padre, a cui non piaceva la sua ossessione per Hira-mani, aveva ordinato di ucciderlo. Il pappagallo cadde nelle mani di un uccellatore che lo vendette a un bramino. Una volta che il bramino portò l’uccello a Chittor, il re locale Ratan Singh lo acquistò, impressionato dalla sua capacità di parlare. Il pappagallo ha lodato incessantemente la bellezza celeste di Padmavati, che ha fatto innamorare il re, il quale ha deciso di intraprendere una missione per sposare la principessa.

3. Rani Padmavati era estremamente bella

Conosciuta ampiamente per la sua bellezza mozzafiato, Rani Padmavati era estremamente desiderata. In effetti, suo marito Ratan Singh ha sentito parlare della sua bellezza proprio dal suo pappagallo parlante Hira-man. Raja Ratna Singh è rimasto immediatamente ipnotizzato dalla bellezza di Rani Padmavati. Ma anche Alauddin Khilji è rimasto affascinato dal solo vedere il riflesso di Rani Padmavati tanto da attaccare il forte per averla.

Padmavaat di Malik Muhammad Jayasi

Malik Muhammad Jayasi è stato un poeta indiano, più grande autore sufi ed autore del Padmāvat. Il Padmāvat di Malik Muhammad Jayasi è il principale poema della letteratura sufica.

Padmavati era la figlia del re del regno di Singhal, l’ex Sri Lanka, ed era molto amica di un pappagallo parlante, un’amicizia di cui il padre ne risentiva. Fu quindi ordinato al pappagallo di essere giustiziato, ma in qualche modo riesce a scappare e a raggiungere il re locale Ratan Sen. Il pappagallo elogia la bellezza di Rani Padmavati tanto da convincere, Ratan Sen a sposarla.

Nel frattempo, Raghav Chetan, un bramino, fu bandito da Ratan Sen dalla sua corte per frode. Raghav raggiunge Alauddin Khalji, il sultano di Delhi, e loda Rani Padmavati. Alauddin decide quindi di conquistare Padmini e di assediare Chittor. Ma fallisce nel suo intento e propone un falso trattato di pace a Ratan Sen, catturandolo con l’inganno, il quale fu rilasciato dalla sua prigionia grazie ai suoi leali feudatari Gora e Badal che entrano nel suo forte travestiti da Rani Padmavati.

Nel frattempo, Rani Padmavati è stata proposta da Devpal, il re di Kumbhalner. Quando Ratan Sen torna, ne segue una lotta mortale tra i due re che si uccidono a vicenda. Nel frattempo, Alauddin attacca Chittor. Nagmati e Padmavati non ebbero altra scelta che eseguire la sati, o autoimmolazione, sulla pira funeraria di Ratan Sen.

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Mi chiamo Serena Barbato, sono nata ad Aversa il 12/07/1999. Frequento il terzo anno del corso di laurea in lingue e culture comparate, presso l’Orientale di Napoli. Studio,con più precisione, le lingue inglese e cinese ma la mia curiosità non si limita solo a queste due. Oltre a viaggiare e confrontarmi con altre culture, scoprire usi, tradizioni e mentalità diverse, amo la cultura musicale. Nel tempo libero seguo corsi di canto, suono diversi strumenti ed ascolto vari generi musicali.