Jāminī Roy, il rivoluzionario artista bengalese

Jāminī Roy nacque l’11 aprile del 1887 nel villaggio di Beliatore del distretto di Bankura, nel Bengala Occidentale. Egli studiò con Abanīndranāth Tagore al Government College of Art di Calcutta all’età di 16 anni, dove imparò il disegno e la pittura accademica nella tradizione occidentale e dove nel 1908 ottenne il Diploma in Belle Arti. Ben presto Roy si rese conto che non soltanto la tradizione occidentale poteva essergli d’ispirazione, e così si lasciò abbracciare da una musa a lui più vicina.

Madre con figlio di Jamini Roy
Fonte: Pinterest

Cominciò, dunque, ad attingere dalla tradizione indiana, la sua stessa cultura, e cercò l’ispirazione nell’arte popolare e tribale bengalese. Ebbe fortuna non soltanto per il suo modo particolarissimo di esprimersi attraverso l’arte, ma soprattutto perché il pubblico cui si rivolgeva faceva principalmente parte della classe media ordinaria; ciononostante Roy fu circondato anche da uomini ricchi di alto rango che non disdegnarono le sue creazioni.

Il repertorio artistico di Jāminī Roy è a dir poco sconfinato, tanto che è stato definito una “macchina d’arte”, per la sua capacità di produrre circa ventimila dipinti nella sua vita. Negli anni ’30 passò completamente a uno stile indigeno, abbandonando persino la tela e rimpiazzandola con stuoie intrecciate, stoffa e legno. Le sue opere sono caratterizzate da un’applicazione di colore piatto, l’enfasi si gioca tutta sulle linee e i soggetti si trovano quasi sempre racchiusi entro un bordo decorativo o motivi di vario genere.

Gesù Cristo di Jamini Roy
Fonte: Pinterest

E’ difficile affermare quali fossero i soggetti preferiti di Jāminī Roy, poiché egli spaziava squisitamente dalle tribù Santhāl del Bengala ad animali, passando così col raffigurare coppie di madri e figli e perfino Gesù Cristo. Il suo lavoro è stato rivoluzionario per l’arte moderna indiana, poiché egli rifiutò lo stile del suo tempo, preferendo dipingere nello stile popolare bengalese, più diretto, semplice e di grande impatto.

Roy ha ricevuto riconoscimenti come il Padma Bhūshan nel 1954. Una delle opere più importanti di questo immenso pittore è chiamata “Rāmāyaṇa”. Quest’opera si sviluppa su diciassette tele, e per la sua realizzazione Roy utilizzò colori della terra e vegetali al posto dei coloranti, ritraendo così i celebri eventi dell’epopea hindu scritta dal Saggio Vālmīki e donando a ogni tela un qualcosa di speciale e caratteristico. 

Anche nella raffigurazione del Rāmāyaṇa i motivi che Jāminī Roy utilizza sono quelli tipicamente usati dai pittori della Bengal School of Art, cioè fiori, frutti, foglie e animali. Alcuni dei dipinti di questa serie si trovano attualmente nella National Art Gallery of India e alcuni sono in mostra nella Victoria Memorial Hall a Calcutta. La collezione completa si trova nella casa di Sarada Charan Dās, amico e benefattore di Jāminī Roy, omaggiato dal pittore con questo grande dono lasciatogli in eredità.

Ramayana di Jamini Roy
Fonte: Pinterest
+ posts

Mi chiamo Davide Cava laureato alla magistrale in lingua e letteratura hindī presso l’Università “L’Orientale” di Napoli. Appassionato di poesia, musica e meditazione, suono l’harmonium e mi diletto nel canto. Nella mia tesi magistrale tratto della standardizzazione della hindī e della sua penetrazione nella sfera pubblica e politica dell'India.