Amrita Sher-Gil: intuizione femminile su tela

Young Girls, 1933
Fonte: Amrita Sher-Gil

Amrita Sher-Gil, pioniera dell’arte moderna indiana, è una delle donne più rilevanti all’interno della storia dell’arte indiana. Non è un caso, infatti, che i suoi lavori siano i più costosi di tutto il subcontinente indiano fino ad una quota di ben 3 milioni per opera d’arte.

Amrita (1913-1941) nacque a Budapest da un madre ebrea e un padre indiano. Nonostante fosse nata e cresciuta in un ambiente sociale ed economico adagiato, la piccola Amrita si è sempre rivelata una ribelle, basta ricordare l’espulsione da una scuola religiosa dopo che aveva fortemente affermato di essere atea. Ma grazie a ciò cominciò finalmente a capire quale fosse il suo posto nel mondo: l’Arte. Grazie al sostegno della famiglia, inseguì la sua passione ed ebbe l’opportunità di studiare a Firenze, a Parigi con Pierre Vaillant presso l’accademia “La Grande Chavmière” e con Lucien Simon alla Scuola Nazionale delle Belle Arti. Fu proprio infatti nella grande capitale francese che l’artista indiana spiccò il volo guadagnandosi, nel 1933, con la sua opera più famosa “Young Girls” (sulla destra), la medaglia d’oro e l’elezione come socio al Grand Salon a Parigi. Non fu solamente la persona più giovane ad ottenere tali meriti ma anche la prima persona asiatica a riceverli.

Negli anni 30 del XX° secolo si trasferì in India, con l’obbiettivo di renderla casa sua. L’arte indiana veniva osservata dalla pittrice con occhi innovativi e contemporaneamente osservava ciò che la circondava attentamente e con molta empatia. I suoi molteplici viaggi fra i vari distretti indiani, in particolare nel sud dell’India, mutarono radicalmente la sua arte.

“Verso la fine del 1933, cominciai ad essere ossessionata da un intenso desiderio di tornare in India, sentendo che in qualche modo, strano e inspiegabile, lì fosse il mio destino da pittrice.”

Amrita Sher-Gil

Ciò che sembra aver colpito maggiormente l’artista in quegli anni sembrano essere le famosissime miniature indiane. Il mondo dei dipinti in miniatura in India è un caledoscopio di storia, scritture e vita delle persone attraverso i secoli. Ispirata da ciò creò una serie di dipinti dove raffigurava insieme strutture architettoniche, figure umane e animali.

Nei suoi anni vissuti in India Amrita si concentrò sulle persone che vivevano ai margini della società, specialmente le donne. Presto divenne localmente famosa come pittrice realizzando quel suo sogno nel cassetto, sbocciando al suo massimo splendore artistico e avendo scoperto il suo vero obbiettivo nella vita:

“Così realizzai la mia missione artistica: interpretare pittoricamente la vita degli indiani, in particolare, degli indiani poveri, dipingere quelle immagini silenziose dell’infinita sottomissione e pazienza, raffigurare i loro corpi bruni e spigolosi…”

Amrita Sher-Gil

Che sia India o che sia Ungheria, in generale Amrita ha da sempre preferito ritrarre scene della vita quotidiana arricchendole con molta poesia e malinconia. Nonostante ciò possiamo decisamente notare la differenza fra le opere nate in terra indiana e quelle nate in terra ungherese: ciò che più salta all’occhio è l’uso della gradazione dei colori: in Europa vincono le gradazioni fredde, mentre, in India abbondano le gradazioni calde.

Amrit Sher-Gil: donna, pittrice, indiana, ungarese, ebrea, artista dell’alta società che amava raccontare la storia di altre donne di rango sociale inferiore. Con tutte le sue sfumature e complessità, Amrita viene ricordata e amata. Morì nel 1941, all’età di soli 28 anni.

Tutte le opere d’arte sono state prese da: National Gallery of Modern Art

Mi chiamo Martina Di Maio e sono una studentessa partenopea sempre con uno zaino in spalla per inseguire il mio Wanderlust (desiderio di viaggiare). Sono interessata al canto, alla musica e agli studi comparatistici che uniscono il mio interesse per il mondo ispanico e la mia passione per l’indologia. Sono iscritta all’Orientale al corso di studi “Lingue e Culture Comparate” dall’anno 2017/2018 e nel settembre del 2020 sono partita per un’esperienza Erasmus in Spagna presso la UCLM (Universidad de Castilla-La Mancha) che ha cambiato il mio essere e il mio modo di relazionarmi con le persone. Spero di potermi incanalare presto nel flusso del mondo e vivere in costante movimento vivendo esperienze che potranno un giorno placare la mia fame di scoperta.