Abhishek Bachchan illumina il River to River Florence Indian Film Festival

Abhishek Bachchan, ospite d’onore al River to River, ha brillato durante la cerimonia di apertura, celebrando il 23° anniversario di questo prestigioso evento inaugurato nel 2001. Erede dell’icona cinematografica indiana Amitabh Bachchan, noto come “Shehenshah” ovvero il re dei re, Abhishek ha portato il suo carisma unico all’evento insieme al regista R. Balki. Insieme hanno presentato in anteprima italiana il film “Ghoomer“, un’avvincente storia di sport e riscatto al femminile.

Il pubblico presente all’anteprima ha avuto il privilegio di rivolgere domande ad Abhishek Bachchan e al regista R. Balki, rendendo l’evento ancor più coinvolgente e memorabile.

La prima domanda è stata posta da Selvaggia Velo: “A Balki vorrei chiedergli se c’è qualcosa di vero o se è tutto completamente inventato?” Balki ha risposto: “La storia è ispirata a un caso simile in uno sport diverso, ovvero la vicenda di un tiratore di nome Károly Takács, che aveva perso il braccio destro ma è riuscito comunque a ottenere lo stesso risultato nonostante la mutilazione.” Selvaggia Velo ha continuato con una domanda ad Abhishek: “Sei un fan del cricket e com’è stato interpretare questo ruolo?Abhishek Bachchan ha risposto: “Siccome sono indiano, il cricket scorre nelle nostre vene. Ovviamente amo il cricket, ma in realtà preferisco il calcio. Sono nel posto giusto, ma nella regione sbagliata, poiché sono cresciuto tifando per la Juventus. Ho sempre amato lo sport e ho sempre sognato di fare un film sullo sport. Non solo per lo sport in sé, ma perché lo sport può rappresentare il trionfo dell’animo e dello spirito umano. Dal momento che in India il cricket è lo sport più amato, tutto il cerchio si chiudeva. È stato molto importante per me interpretare questo ruolo in un film che parla di sport e cricket.”

Domanda dal pubblico rivolta ad entrambi: Qual è, secondo voi, il miglior film che avete realizzato e perché?

Abhishek Bachchan: Rispondere a una domanda del genere è sempre difficile per qualsiasi artista, è un po’ come chiedere di scegliere tra i propri figli. La mia risposta è costante nel tempo: il miglior film è sempre quello che sto attualmente realizzando. Se non fosse così, se ogni volta che faccio un film non fosse il momento più importante e bello della mia vita, mi chiedo perché continuerei a farlo. Quando faccio un film, deve essere qualcosa che mi coinvolge completamente, che diventa parte integrante della mia vita. Devo esserci dentro e amarlo appieno, anche se una volta terminato, lo odio.

Domanda dal pubblico: Abhishek, la tua interpretazione nel film è stata straordinaria. Come ti sei avvicinato a questo ruolo e come hai sviluppato la preparazione per affrontare un ruolo così impegnativo?

Abhishek Bachchan: Io e Balki lavoriamo insieme da 20 anni. Inizialmente, abbiamo collaborato in pubblicità e nel 2009 Balki ha diretto un film chiamato “Paa” in cui lui era il regista e io l’attore. Questo è il secondo film in cui sono diretto da Balki e ho un ruolo significativo. Il processo di lavoro di Balki è unico nel suo genere: inizialmente, non mi legge la sceneggiatura. Dato che ci conosciamo bene, mi presenta l’idea del film attraverso un breve riassunto. Discutiamo di questa idea, e poi lui inizia a scrivere. C’è un continuo scambio di idee tra noi durante la scrittura. Per quanto riguarda il personaggio di Paddy, che interpreto, mi sono ispirato proprio al volto di Balki. Il processo di scrittura di Balki è molto dettagliato, e quando legge la sceneggiatura agli attori, si completa già il gesto della direzione. Questo film non riguarda solo Anina, ma è incentrato su Paddy, un personaggio che rappresenta la speranza e una forma di giustizia poetica. Ho cercato di riflettere sulle delusioni e le sconfitte che tutti affrontiamo nella vita, rendendo il personaggio di Paddy un simbolo di come ci si rialza dopo le cadute.

Balki: Desidero aggiungere che anche Abhishek ha contribuito con idee straordinarie riguardo all’interpretazione. Questa interpretazione è frutto di un lavoro collaborativo, evidenziato dalla sua abilità nell’osservare e comprendere il comportamento di un vero alcolista, a differenza di una persona che beve occasionalmente. Un alcolista, quando finalmente beve, diventa sorprendentemente più sobrio rispetto a chi beve casualmente. Capire questa sottigliezza comportamentale richiede notevoli capacità di osservazione e introspezione.

Domanda dal pubblico: La mia domanda è rivolta a Balki. Nello scrivere la sceneggiatura, avevi previsto sin dall’inizio la vittoria dell’India, o avevi contemplato la possibilità che l’India non vincesse, ma che il personaggio femminile rimanesse comunque iconico?

Balki: Negli sport di squadra, la performance individuale è significativa solo se contribuisce alla vittoria della squadra, una regola comune a tutti gli sport di squadra. Quando scrivo un film, cerco di mettermi nei panni del pubblico. Avrei potuto scegliere un finale diverso, ma forse un pubblico indiano appassionato di cricket avrebbe potuto sentirsi deluso se l’India non avesse vinto.

Domanda dal pubblico: Perché spesso dobbiamo affrontare una tale tortura mentale per raggiungere risultati importanti? E perché i personaggi più improbabili sono spesso quelli che ci aiutano a spingerci e ottenere risultati?

Abhishek Bachchan: Mio nonno (Harivansh Rai Bachchan), un poeta Hindi di grande importanza, mi ripeteva spesso in hindi: “Jab tak jeevan hai, tab tak Sangharsh hai,” che significa “Finché c’è vita, c’è lotta”. Niente arriva facilmente nella vita; tutto deve essere guadagnato. Le lotte, i sacrifici, la disperazione, le difficoltà e le paure sono il prezzo da pagare per raggiungere qualcosa di bello e meraviglioso.

Balki: Riguardo alla seconda parte, i personaggi improbabili sono spesso più interessanti perché rendono l’esperienza del film più appagante. Il cinema, in fondo, deve far riflettere su cose diverse dalla realtà. Per me, il cinema è la speranza della vita, non esattamente come è, ma come potrebbe essere. Per questo motivo, i miei film sono non realistici, con qualcosa che li rende reali.

Domanda dal pubblico: L’attrice Anina sembra veramente senza un braccio. Come è stato possibile ottenere un trucco così perfetto?

Abhishek Bachchan: L’attrice ha trascorso un intero anno senza utilizzare la mano e il braccio destro, nonostante fosse destrorsa. Nel film è stata utilizzata una protesi. Per allenarsi, le legavano il braccio dietro la schiena, costringendola a utilizzare solo la mano sinistra, e lo faceva continuamente. Durante le pause sul set di un altro film, l’ho vista allenarsi a mangiare con la sinistra. Il risultato è il frutto del suo straordinario impegno e della sua grande passione, senza ricorrere a effetti speciali o trucchi. Inoltre, è anche un’ottima sportiva, riuscendo a eseguire movimenti complessi con la mano sinistra, incluso il lancio rotante che sviluppa nel film insieme al suo allenatore Paddy, un movimento che va oltre il semplice lanciare.

Regista Balki con Selvaggia Velo e Abhishek Bachchan
Regista R. Balki con Selvaggia Velo e Abhishek Bachchan
Abhishek Bachchan al River 2 River film festival 2023
Abhishek Bachchan al River2River film festival 2023, Firenze
regista R. balki a river 2 river film festival 2023, Firenze
Regista R. Balki a River2River film festival 2023, Firenze

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Mi chiamo Chiara Scaldaferri e sono una studentessa di hindi e portoghese, laureanda in Lingue e Culture Comparate presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Essendo profondamente interessata alla cultura indiana, nel mio curriculum universitario sono presenti esami riguardanti la storia, le religioni e le filosofie dell’India. Mi piace molto il cinema indiano sia storico che contemporaneo, i miei registi preferiti sono Deepa Mehta e Sanjay Leela Bhansali. Insomma, amo tutto ciò che riguarda l’India.
फिर मिलेंगे ।